Nigeria, Centrafrica, Kivu: non c’è Pace e non c’è Giustizia

I Vescovi nigeriani rinnovano la richiesta che il Presidente Muhammadu Buhari presenti le dimissioni se non è in grado di assicurare la sicurezza di tutti i cittadini. Lo fanno con un comunicato pubblicato il 29 giugno, all’indomani del massacro di più di 200 agricoltori cristiani commesso il 23 giugno da pastori musulmani Fulani (come sono chiamati i Peuls in Nigeria) in alcuni villaggi dello Stato centrale di Plateau.

È una delle notizie che vi segnaliamo nella nostra rassegna mensile di articoli e rapporti su Giustizia, Pace e Integrità del Creato.

“Ancora una volta chiediamo al Presidente Muhammadu Buhari di risparmiare il Paese da ulteriori sofferenze e dal caos, dall’anarchia e dalla morte”, scrivono i Vescovi nigeriani nel loro comunicato, pervenuto all’Agenzia Fides. “Ripetiamo qui quello che abbiamo detto nella nostra ultima dichiarazione: se il Presidente non riesce a garantire la sicurezza del Paese, ha perso la fiducia dei cittadini. Non può più governare i campi di sterminio e i cimiteri di massa, così è diventato il nostro Paese”.

Vi segnaliamo anche la lettera a Salvini del missionario Teresino Serra, ex generale dei comboniani: “In nome di quale Vangelo?”

E l’intervista all’attivista Hassane Boukar di Alternative Espace Citoyen, associazione della società civile del Niger, che afferma che “le politiche migratorie intraprese sotto la pressione delle istituzioni europee hanno contribuito a destabilizzare il fragile equilibrio sociale che vivono alcune regioni”.

Ma anche la situazione drammatica che vive il Kivu, provincia del nord-est della Repubblica Democratica del Congo. Regione senza pace già da anni, è diventata in questi ultimi mesi il campo di battaglia per forze straniere alleate con alcuni gruppi armati locali. I recenti scontri a Bijombo, un villaggio dell’altopiano di Uvira, hanno visto contrapposti da un lato le forze ribelli rwandesi, presumibilmente del generale Kayumba Nyamwasa, ex capo di stato maggiore dell’esercito rwandese, che sarebbe ora sostenuto dal Presidente del Burundi, Pierre Nkurunziza.

E la triste notizia dell’uccisione Mons. Firmin Gbagoua, Vicario Generale della diocesi di Bambari, in Centrafrica. Era una persona chiave in tutti processi di mediazione per cercare di mantenere la pace a Bambari. Una prova in più per quel martoriato paese.

Anche notizie sul degrado ambientale, come quella segnalata da Greenreport sul parassita che potrebbe portare alla fame 300 milioni di persone in Africa sub-sahariana, perché infetta irrimediabilmente le coltivazioni di mais e sorgho.

Oppure il campanello d’allarme che sta suonando per la sorte dei millenari baobab africani, che esistevano già al tempo degli antichi greci. Molti di essi sono già improvvisamente morti, e altri sono in uno stato preoccupante. Una scomparsa “di un’ampiezza senza precedenti”, dicono i ricercatori rumeni, sudafricani e statunitensi, che accusano il cambiamento climatico di essere la causa probabile di questa scomparsa.

Leggi la nostra Rassegna di Luglio 2018

 

2018-07-13T10:27:57+00:00 9 luglio 2018|Categories: GPIC|