P. Martino Bonazzetti ci scrive dall’Angola raccontandoci le ultime novità dalla comunità del Terreiro. Tante le celebrazioni organizzate, tra battesimi, prime comunioni e matrimoni. Non mancano nemmeno i progetti realizzati e da realizzare derivanti dal microcredito.

Angola qui… sì, siamo ancora qui…

E posso dire di essere contento, se non altro per il clima. Non è ancora arrivato il caldo, anche se il sole comincia a scaldare di più durante il giorno, ma la mattina e alla sera siamo ancora sui 23-24 gradi. Cominciano a sparire giacche a vento, calze e accessori vari. Io intanto me la godo…

Sono rimasto con Padre Jules, un prete della SMA africana, mentre padre Angelo è in Italia. E questo ha aumentato un po’ il ritmo delle cose, o forse le varie cose hanno riempito di più le giornate.

In mezzo al trambusto due belle feste: i battesimi e le prime comunioni nella comunità del Terreiro.

È sempre una festa, e come funziona per le feste, il tempo scorre senza accorgersene e la gioia esplode. Così dopo quasi tre ore di messa l’acão de graça, esplode la gioia del ringraziamento.

E poi i matrimoni. Dovevamo celebrare molti matrimoni, ma per motivi burocratici, una buona parte sono stati rinviati. Sono coppie che sono insieme da molti anni e che celebrano il loro matrimonio per poter vivere appieno la loro fede.

Così, nella comunità di san Michele, abbiamo celebrato la messa nella cattedrale all’aperto. Erano confluite persone da diverse comunità. Una bella celebrazione.

La sorpresa alla processione offertoriale: di solito gli sposi vengono portando il pane e il vino… invece… sorpresa, sono arrivati con due galli… poi l’offertorio è continuato con una serie di bacinelle di plastica. Io ne ho ricevute alcune ma mi chiedevo cosa significasse… poi hanno fatto alzare la sposa e ho capito che quelle erano i doni per la sposa.

L’offertorio… in danza… con allegria e con il tempo che serve.

È un po’ come il cammino della vita… un dono da offrire, anche se a volte qualche passo indietro ci fa assomigliare al montone che, come diceva un proverbio della Costa d’Avorio, fa un passo indietro per prendere la rincorsa e colpire più forte.

Storie di coppie, storie particolari.

L’anno scorso avevo fatto dei prestiti per alcuni cristiani della comunità di Santa Teresa. Servivano per seminare una superficie più ampia di terra. Qui il fiume esce e quando ritorna nell’alveo la terra umida è pronta per ricevere fagioli e arachidi.

È interessante in questo piccolo villaggio vedere le capre legate a un palo: se fossero libere si seminerebbe solo… e al momento del raccolto non si arriverebbe. Al mattino accompagnano le capre al guinzaglio dove c’è erba e la sera le riportano nel villaggio per paure dei ladri. Quest’anno mi hanno chiesto ancora un microcredito.

Visto che l’anno scorso sono stati onesti, anzi, mi hanno dato più di quanto avevano ricevuto dicendomi di aiutare altri, abbiamo ripetuto l’operazione. Un mesetto dopo viene a vedermi José il catechista, dicendomi che non ha lavoro e mi chiede se posso aiutarlo a comprare una moto usata per fare il taxi. Io gli chiedo: “Non hai preso il credito per fare i campi?” Risposta: “Quest’anno è per mia moglie”. Lui aveva avuto il finanziamento lo scorso anno e il campo era il suo, quest’anno il microcredito è per la moglie a cui andrà il beneficio. La moglie l’ha fatto lavorare nel suo campo, gli ha pagato il lavoro (erano i lavori più pesanti per iniziare il campo) e adesso lui è senza lavoro. Separazione di beni!!

A proposito del lavoro. Hanno messo il cancello esterno della missione. Legge sulla sicurezza n° …. Si fa quel che si può. Scarpe antinfortunistiche, installazioni elettriche… intanto se deve succeder qualcosa succede anche con tutte le leggi… e se non è successo fino ad ora perché dovrebbe succedere?

D’altronde come non dar torto se anche prodotti provenienti dall’estero, il lontano estero, anzi l’estremo oriente da una grande nazione… di sicurezza hanno poco. Si è rotta una prolunga, ho tagliato la spina per cambiarla e… sorpresa ci sono tre guaine, ma due hanno il rame, nell’altra, la messa a terra, il rame è molto sottile, anzi trasparente.

Così continua la vita e c’è qualcosa che mi ricorda un aspetto essenziale: la pazienza, che non è un far niente, ma sapere che c’è qualcosa che ci aspetta. Nella sabbia ci sono dei coni perfetti scavati da un insetto, che resta lì ad aspettare che qualcosa cada dentro per mangiare. Sinceramente, vedendoli in alcuni luoghi mi sembra, con i miei occhi un lavoro inutile. Poi mi dico… che se lui lì aspetta, forse sono i miei occhi che non vedono. Guardare questi cerchi mi aiuta a non fermarmi a quel che si vede, perché la realtà è molto di più di quel che si vede. Per fortuna!

Un saluto a tutti e una preghiera…

P. Martino Bonazzetti

Leggi altre lettere di P. Martino Bonazzetti