Una grave piaga angolana

Carissimi,

noi qui stiamo vivendo un tempo più difficile del solito. Molta gente muore di malaria, febbre tifoide e soprattutto febbre gialla. Il governo ha minimizzato la cosa all’inizio, ma ormai si è piegato a chiamare  l’OMS. Non ci sono più posti nelle camere mortuarie, dove si mettono anche due o tre nello stesso cassettone… e poi, a volte manca la luce. Gli altri morti sono rimandati a casa… con questo caldo! C’è ressa nei cimiteri.

E’ stata lanciata una vaccinazione contro la febbre gialla nei nostri quartieri periferici, dove la morte falcia di più fra i poveri, ma per molti è tardi e gli abitanti di Luanda sono circa 7 milioni.

La febbre gialla ha ucciso il Fondatore della SMA e decine di padri missionari che a quel tempo non avevano la vaccinazione. Si manifesta con febbre alta, vomito, diarrea, emorragie bocca e naso ed anche color giallo delle mani e occhi. Noi siamo vaccinati ogni dieci anni, ma il Vescovo ci ha obbligati a farci vaccinare ancora.

Abbiamo richiesto che il nostro cortile di casa  e della scuola sia centro di vaccinazione per Kikolo, per due settimane. Il ministro della salute ha fatto miracoli. Dalle cinque del mattino e anche prima, migliaia di persone con un mucchio di bambini si accalcano al portone; grande confusione… e poi in fila ricevono l’iniezione nella spalla.

Un pullman di polizia per mantenere l’ordine, se no si schiacciano… e per sorvegliare che nessuno rubi il vaccino per venderlo a “cliniche” private che lo fanno a pagamento, carissimo, in questo clima di panico. Che confusione, persino in chiesa! Ma sono certo che a Dio non spiace  questo “casinoi” che salva vite.

La sera poi rimangono mucchi di cotone, di siringhe e boccette che nessuno raccoglie e noi non sappiamo dove buttare… se non nel grande mucchio che c’è fuori del portone e dove i bambini poi vanno a rovistare.

La situazione attuale di questi quartieri di periferia, e del nostro grande Kikolo, crea in noi tutti rabbia, senso di impotenza, scoraggiamento e rivolta. L’incapacità dell’amministrazione, il fango onnipresente, la corruzione generale, l’egoismo, la crisi del petrolio che ha fatto andare a picco l’economia ed i prezzi alle stelle, lo sporco e l’immondizia che non si raccoglie da tempo e che invade e chiude le strade e ora con le piogge abbondanti marcisce, nauseabonda  lungo le pareti delle case, nelle piazze, nidi di vermi, zanzare, topi e ogni genere di infezioni. E l’acqua distribuita dal fiume con cisterne, seme di tifoide. E negli ospedali non ci sono medicine; devi dare tu i guanti all’infermiera e la siringa, e girare le farmacie per trovare la medicina, e poi se non c’è la mancia, puoi aspettare… lì buttato per terra. La classe media va in cliniche a pagamento, se ce la fa; i ricchi vanno all’estero ed i poveri…

Il governo non ha soldi, per mancanza di divise  in dollari, non disponibili; si dice che siano stati trovati dollari provenienti dall’Angola, nelle mani dello stato islamico. Chissà…

L101824434-Luanda.530x298a prima medicina sarebbe la rimozione totale delle migliaia di tonnellate di immondizia marcia e poi un cibo più regolare: i bambini sono belli, sembrano sani, ma non hanno risorse interne, sono vuoti.

Tutto questo in un momento i cui i prezzi sono impazziti; tanti non ce la fanno a mangiare un vero pasto al giorno, non c’è lavoro, ritirano i figli dalla scuola. Chi batte alla nostra porta (molti) e a quella della Caritas, non vuole soldi, vuole cibo, vuole che paghiamo le medicine  delle ricette… Ma noi non siamo “o Banco do Espiritu Santo!”

Fino a quando Signore? Non parlo di altre chiese o sette o gente senza religione, di altri quartieri.

Per questi nostri morti in soli dieci giorni ho pianto:

Manilson Manuel, 13 anni; Maria Kyala, 18 anni; Gloria Vissolela, 18; José Paciencia, 10; Francisco Pascoal, 17; José Moisés, 19; Antonio Dala, 8; Costa Castro, 14; Nelson Gonçalves, 9; Carolina C. 12; Sawile Florençio, 9; Teresa Felix,  20; Jevoani Joao,  13; Catarina Ngueve,  16; Maria Ferraz, 18; Domingas Janja , 10; José Mandembo,  17; Eugenio Lote,  11 ; Manuel Garcia, 11, Francisco Mbundu, 7… e poi gli adulti. Anche 4 catecumeni che dovevano essere battezzati e 6 alunni della nostra scuola. Faremo per loro e le loro famiglie una Messa speciale. Negli anni passati, quando moriva un bambino o un giovane, il quartiere piangeva e le donne si lamentavano: adesso, silenzio.

La fede mi sostiene, ma dentro ho una grande tristezza e tanta rabbia nel vedere  queste famiglie piangere e questa gioventù stroncata, in bare da pochi soldi.

Nelle brevi omelie dei funerali mi sembra di essere ripetitivo, banale, anche annunciando con fede la morte e risurrezione del Signore Gesù.

Le catechesi sono state intense per coloro che saranno battezzati (almeno 4 anni di preparazione), per i cresimati (più di 2 anni di preparazione) e per  la prima comunione (4 anni di preparazione).

Abbiamo 6 zone in parrocchia; non ho ancora le statistiche delle altre cinque.

La mia è Sao Bento; in questo 2016 ho avuto 176 battesimi di giovani e adulti; 84 prime Comunioni e 144 cresime (studenti e lavoratori).

Non pensate che svendiamo i Sacramenti.

Questa è gente che ha cominciato a seguire e vivere il messaggio di Gesù sul serio, in questo mondo materialista, individualista,  indifferente e attratto dai vizi (presentati come conquista della libertà).

Sono proprio così bravi?

Anche loro hanno bisogno della Misericordia del Padre  che  chiama alla vita, ciascuno con la sua vocazione specifica.

Vi chiedo di pregare per me e per questi nostri fratelli che vivono difficili momenti.

Un abbraccio a tutti.

Renzo Adorni, SMA, Kikolo – Luanda – Angola

2018-04-04T10:11:55+00:00 4 ottobre 2016|Categories: lettere dall'Africa|