Finalmente siamo riusciti a partire. Dopo alcuni anni in cui non è stato possibile, siamo tornati in Costa d’Avorio per incontrare i nostri referenti locali, per verificare i progetti portati avanti, per conoscere i ragazzi sostenuti.

Daniela, Orlando e Teresa, accompagnati da p. Dario, sono partiti per Abidjan nel mese di marzo.

Come sempre, sono stati accolti ovunque con calore e sono riusciti a portare a termine quanto programmato: incontrare tutti i bambini sostenuti ad Abidjan, a San Pedro, a Tabou.

Ogni ragazzo era accompagnato da un adulto: un genitore oppure una nonna, una zia o anche una vicina di casa, perché laggiù i bambini hanno spesso storie di abbandono – mamme morte di parto, padri che partono e non tornano – ma non sono mai lasciati soli, piuttosto vengono presi in carico da “zie” che pur avendo altri bimbi, li accudiscono come figli.

Con la solita timidezza questi hanno riposto alle domande raccontando il loro percorso scolastico, i loro sogni, le loro necessità. Anche questi bambini, come quelli di tutto il mondo, sognano di diventare maestri, dottori, calciatori e perfino… la Presidentessa della Repubblica!

I nostri compagni hanno anche avuto modo di conoscere meglio e scambiare impressioni con i nostri referenti (in particolare suor Suzanne a S. Pedro e suor Elisa a Tabou) che con grande responsabilità e grande cuore si sono fatti carico dell’impegno di distribuire quanto necessario ai bambini perché possano frequentare la scuola con un certo profitto e possano avere qualche aiuto anche per bisogni più immediati (cibo, cure mediche…).

Ritornati a casa Teresa, che non andava in Costa d’Avorio da parecchi anni, ci ha raccontato il suo stupore nel vedere come era cambiata la capitale: “è una città in fermento e piena di vita, ora ci sono grattacieli, nuove strade, tanti negozi, attività…”

Anche l’Africa cambia: l’idea che abbiamo di un continente eternamente povero, immobile nei suoi usi, costumi, tradizioni è fuorviante. Anche in Africa ci sono Paesi che cercano di migliorare le proprie condizioni economiche, politiche e sociali per permettere di ridurre l’instabilità e le disuguaglianze, per favorire l’accesso all’istruzione e alla sanità, per ridurre la dipendenza da Paesi stranieri.

Noi cerchiamo di andare in questa direzione: contribuire a mandare a scuola e quindi allo sviluppo di ragazzi che possano poi partecipare alla crescita del proprio Paese.

È solo una goccia ma, si sa, tante gocce formano un oceano!

Lodovica Mazzuccato
Feriole

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