Questo è proprio un anno speciale a Feriole: tempo di giubilei e di ricordi. Ma anche di sguardo al futuro, senza dimenticare la ricchezza di quanto ricevuto nel passato. Inoltre, per padre Lionello, questo è un anno importante di festa e di ringraziamenti.
Nella Messa del giorno del mio compleanno, 12 gennaio, un versetto del salmo 89 mi è stato ricordato dal celebrante, il vicario generale della diocesi di Padova in visita alla comunità; dice così:
“80 anni sono per i più robusti, ma quasi tutti sono fatica e dolore; passano presto e noi ci dileguiamo e continua “insegnaci a contare i nostri giorni e giungeremo alla sapienza del cuore”.
E sì! Sono arrivato anch’io a questa età!
80 anni! È tempo soprattutto di ricordi e niente altro: difficile progettare l’avvenire! Mi piace ricordare e anche raccontare a me stesso prima che agli altri, di come ho scoperto la mia vocazione di uomo, di cristiano, di prete e di missionario.
La mia vita non è stata vissuta da solo, non è stata una vita di solitudine; e neppure la mia vocazione!
Sono nato e cresciuto in una famiglia numerosa: nonni, papà e mamma con cinque figli, zio e zia con altri quattro figli, contadini e allevatori di bestiame. Una vita dove si va a scuola per imparare a leggere, a scrivere, a far di conto, ma anche la prima scuola che è la famiglia, per prima la mia mamma che accompagnavo dai malati ai quali faceva le punture e, uscendo, mi diceva che aveva deciso di non prendere la croce di quei malati lasciando la sua, perché quella che aveva trovato era più pesante; scuola del lavoro nei campi a fianco dei genitori, dei fratelli più grandi: si lavora prima e dopo la scuola ufficiale, certe volte anche fino a tardi.
Sì, anche giochi ma non in solitudine, dove il gioco ti insegna anche ad accettare di perdere: “Bisogna anche saper perdere! Diceva un canto della mia giovinezza.
Poi la vocazione a un’età di adolescente e di giovane.
Prima nel seminario diocesano di Trento. Poi gli anni di liceo e di teologia a Genova nella SMA, dove ho approfondito la mia vocazione missionaria: vita ricca di ricordi, di emozioni, di scoperte, di incontri con uomini e donne che mi hanno riempito la mia vita e fatto crescere come persona, come uomo anzitutto e poi come prete. Dopo e in diversi soggiorni anche in Italia e a Feriole, nella casa di animazione, con confratelli e suore NSA, con la stessa passione missionaria.
Non rinnego niente di ciò che ho vissuto, “tutto è grazia”, anche gli errori commessi che mi hanno insegnato che dovevo forse cambiare qualcosa, ma anche in quei momenti ho sentito che Dio mi era vicino “ricco di grazia e di perdono”.
Una frase che mi ha guidato e alla quale faccio sempre riferimento nella mia vita, è quella di Papa Paolo VI nella sua Enciclica “L’impegno di annunciare il Vangelo” (1963), scritta nei miei anni di formazione e di missione:
“L’uomo contemporaneo ascolta più volentieri i testimoni che i maestri o, se ascolta i maestri, lo fa perché sono dei testimoni”.
Papa Francesco lo richiamava spesso nei suoi documenti e nelle sue esortazioni: “Si diventa cristiani per attrazione e non per proselitismo”: frase che sempre mi ha guidato nel mio ministero missionario e sacerdotale.
Ed ora eccomi arrivato a ottant’anni! Un sogno il ripartire per l’Africa, anche se c’è tanta nostalgia! Perché è là che ho vissuto gli anni più belli della mia vita. Oggi il mio fisico è debilitato, ha bisogno di cure e forse sarei anche di peso ai confratelli che mi potrebbero accettare come compagno di missione.
Allora ho capito che il mio ministero anche qui deve essere “missionario”, anzitutto con la preghiera e la pratica, come recito sempre in comunità al mattino:
“O Dio, rendimi persona di fede, di umiltà, di ascolto e di dialogo! Fa che viva per Te, con Te e in Te, paziente nelle prove, gioioso nelle contrarietà, pieno d’amore per i poveri e i sofferenti”, quelli che visito come impegno nella mia pastorale nella parrocchia di Feriole.
È più che un impegno: è una vera grazia che mi dà tanta serenità, tanti motivi per dire grazie al Signore che porto con me con l’Eucarestia e con gli Olii degli Infermi per loro.
Ritorno pieno di riconoscenza al Signore della Vita pregando per coloro che ho visitato e che mi hanno ringraziato di “essere prete”.
P. Lionello Melchiori
Questo scritto è disponibile anche sul nuovo numero
della rivista SMA di animazione missionaria
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