Lo scrittore Marc Mvé Bekale è nato nel 1961 a Saké-ville, nel cuore del territorio Fang, nel nord del Gabon.
Dopo gli studi universitari, si è trasferito in Francia per una tesi di dottorato, discussa nel 1992 a Nancy, sulla dialettica della violenza nell’opera dello scrittore afroamericano Richard Wright.
Insegna all’Università di Reims e vive a Champigny-sur-Marne, nella regione parigina, dove si dedica alla scrittura e alla ricerca sulla letteratura afroamericana.
I suoi lavori accademici e i suoi saggi si sviluppano principalmente attorno a tre grandi pilastri:
La letteratura afrodiscendente: L’analisi del rapporto con il tempo, la storia e i traumi della tratta degli schiavi attraverso le opere di autori come Ralph Ellison o Toni Morrison.
Estetica e filosofia: La ricerca di un umanesimo sovversivo e lo studio dei regimi estetici della diaspora, in particolare attraverso l’eredità intellettuale di Léopold Sédar Senghor.
Critica politica postcoloniale: Un’analisi acuta dei sistemi di governance nell’Africa subsahariana, focalizzata sulle crisi democratiche e sui movimenti di resistenza cittadina in Gabon.
Dirige le collane Modernités africaines e Etudes africaines-américaines per la casa editrice francese L’Harmattan con la quale ha a pubblicato tutti i suoi lavori.
– Pierre-Claver Zeng et l’art poétique Fang : esquisse d’une herméneutique (2001):
E’ uno dei testi accademici più rilevanti di Marc Mvé Bekale. Il libro analizza l’opera di Pierre-Claver Zeng, uno dei cantautori e poeti più rappresentativi del Gabon, offrendo un’immersione profonda nella cultura e nella cosmogonia del popolo Fang . L’edizione è bilingue fang-francese, permettendo di preservare la metrica e la fonetica originale delle composizioni.
– Les limbes de l’enfer (2002):
E’ il racconto delle vicissitudini di Afane-Ayông, un giovane alla ricerca di un albero quasi mitico decapitato da Katerpillar, il mostro distruttore della foresta vergine. Afane-Ayông si ammala. Viene curato con il gétsagâa, una pianta miracolosa portata dal paese dei Mitsogo da suo padre Biko-Bikara. Biko decide di trasportare suo figlio all’ospedale di Sodum-Ville. È a quel punto che il suo destino cambia radicalmente. Gettato in un mondo caotico, l’eroe si ritrova a confrontarsi con i fantasmi della modernità africana.
– Traite négrière & expérience du temps dans la littérature afro-américaine (2006) :
La storia della tratta dei neri è stata oggetto di un’abbondante letteratura, ma restano tuttavia delle “zone di silenzio” che questo studio tenta di esplorare: in che modo si articolò l’esperienza temporale dei prigionieri africani durante il tragico viaggio verso le Americhe, chiamato “Middle Passage”? Il presente studio mostra che il genere letterario noto come “transatlantic slave narrative”, compiendo un ritorno simbolico al tempo dei viaggi della tratta, cerca di fare luce sui non detti della storia ufficiale. Solleva interrogativi di natura filosofica ed esamina le costruzioni teoriche sulla scrittura meticcia o diasporica. Sulla tratta atlantica, è opportuno uscire dallo sterile scontro frontale tra un’Africa vittima assoluta e un Occidente carnefice esclusivo.
L’Africa non può compiacersi in una posizione vittimistica: ha il dovere di rintracciare i patrimoni dei suoi antichi regni e chef-lieu schiavisti e assumere essa stessa l’iniziativa di un fondo di riparazione.
– Méditations senghoriennes : vers une ontologie des régimes esthétiques afro diasporiques (2015):
Nei suoi sforzi per la rinascita e il riconoscimento dell’Africa, Léopold Sédar Senghor ha elaborato una filosofia dell’arte fondata sull’identificazione dello stile afro-diasporico: il genio del ritmo e l’egemonia del movimento. Il testo mostra come l’idiosincrasia africana abbia fatto da matrice a nuovi linguaggi plastici e musicali sia in Europa che nelle Americhe. Ne è un esempio la gestualità jazzistica di Wynton Marsalis, l’estetica del jazz, del basket, dell’hip-hop, dei culti religiosi e delle musiche diasporiche.
–Gabon, éthique de la résistance face au nihilisme d’État : chroniques sur une décennie d’imposture politique (2019) :
Questo saggio analizza senza filtri l’instaurazione in Gabon di un regime politico assimilabile al nichilismo di Stato, il quale utilizza tre leve principali: la minaccia militare contro la popolazione, l’annientamento del suffragio universale attraverso simulacri elettorali e l’assoggettamento delle istituzioni. Queste cronache contribuiscono inoltre alla strategia di consolidamento di una cultura intellettuale di resistenza, la cui sfida è combattere, con parole precise, i mali che ostruiscono le strade verso il futuro del continente africano.
Nel 2020 Bekale ha pubblicato sul Journal of african cultural studies un articolo sui collegamenti tra la ratta negriera e l’ afrofuturismo nella letteratura africana ocntemporanea: Memories and mechanisms of resistance to the Atlantic slave trade: the Ekang sagna in West Central Africa’s epic tale the Mvet :
“L’esplorazione della letteratura orale africana ha gettato nuova luce sulla storia della tratta atlantica degli schiavi. Lavorando su diverse regioni e attingendo a varie fonti, gli studiosi hanno utilizzato i materiali folkloristici per una nuova comprensione dei meccanismi della tratta. Basandosi sul racconto epico Mvet dell’Africa centro-occidentale, il saggio di Bekale analizza le tecniche di decodificazione delle memorie legate alla tratta degli schiavi.
Con l’appropriazione dell’arte Mvet da parte di una nuova generazione di artisti, questi ultimi hanno ricalibrato l’antica epopea per farne uno strumento di resistenza all’egemonia culturale occidentale e un luogo di rigenerazione per le identità postcoloniali.
Con i suoi supereroi leggendari e armamenti sofisticati, il territorio mitico del Mvet anticipa l’universo afrofuturista di Wakanda nel film americano della Marvel Black Panther“.
Ad oggi Bekale non è stato tradotto in italiano.
A cura di Ludovica Piombino
Biblioteca africana Borghero
