Natale in Niger bagnato dal sangue

Dopo il massacro di oltre 70 militari nigerini ad Inatés, nei pressi della frontiera col Mali, il governo ha ordinato 3 giorni di lutto nazionale. Oggi venerdì, giorno della preghiera per i musulmani, c’è stato un ricordo particolare nelle moschee del Paese. Anche le altre confessioni religiose sono state invitate ad unirsi alla preghiera. Ed è in questa ottica che dovremmo leggere il testo della preghiera proposto dall’arcivescovo di Niamey, MGR. Laurent Lompo, figlio di questa terra.

Ricordiamo che tra qualche giorno sarà un Natale particolare per alcune comunità della diocesi di Niamey che, senza i loro pastori, uno dei quali preso in ostaggio, celebreranno la festa con particolare gravità. Inoltre nel vicino Burkina Faso varie comunità cristiane sono state duramente colpite dal terrorismo.

L’invito dunque del vescovo risuona particolarmente eloquente in un contesto nel quale è percepibile il timore nelle comunità cristiane all’approssimarsi delle festività natalizie. Le nostre chiese e templi saranno ‘protette’ da militari, anch’essi provati da quanto accaduto recentemente. Diceva il responsabile della parrocchia di Makalondi che la loro veglia natalizia, invece di essere a mezzanotte sarà a …mezzogiorno, per motivi di sicurezza.

P. Mauro Armanino, Niamey, 13 dicembre 2019

La lettera del Vescovo di Niamey che invita alla preghiera di suffragio per i 70 soldati morti nell’attacco di Inatès

2019-12-14T15:57:09+00:00 14 dicembre 2019|Categories: Attualità|