Le più importanti notizie del mese su giustizia e pace

Come ogni mese, vi segnaliamo alcuni contributi apparsi in internet sui temi di giustizia, pace, salvaguardia del creato. È una nostra preoccupazione, in quanto missionari, di non separare l’annuncio del vangelo dalla promozione del rispetto dei diritti dell’uomo e della giustizia. Anzi vorremmo che tutti comprendessero che il vangelo contiene in sé il messaggio più alto per la promozione integrale della dignità dell’uomo, e per la sua liberazione da tutto ciò che lo opprime.

Molte le notizie, buone e cattive. Cominciamo dalla Nigeria, dove le milizie di autodifesa, federate nella CJTF, Civilian Joint Task Force, che lottano contro Boko Haram, hanno accettato di dimettere dalle loro fila tutti i soldati minorenni. 9.000 finora quelli ritornati alla vita civile.

Nel Sud Sudan, il cristianesimo è molto diffuso, e spesso è al centro della vita della comunità. Dio è percepito come l’unico che può veramente perdonare. E la religione è la via privilegiata per aiutare molti ex-bambini soldato, reclutati con la forza ma ora ritornati nei loro villaggi, a intraprendere un cammino di riconciliazione interiore. Molti di loro sono dilaniati dai sensi di colpa. Le cerimonie religiose, fatte in una chiesa alla presenza della comunità, li fanno sentire purificati dalla violenza inflitta agli altri, e li aiutano a reinserirsi pienamente nella società.

In Niger alcune Ong puntano sulle donne per creare nuove opportunità di sviluppo. A Niamey l’Ong Empow’her e la Fondazione Veolia hanno creato il centro OASIS. È un luogo in cui le donne possono ricevere la formazione di base per diventare imprenditrici.

In Mali, invece, il Primo Ministro Soumeylou Boubeye Maïga ha visitato le scuole di Mopti, nel centro del paese, abitato da due etnie che negli ultimi mesi si sono scontrate, provocando decine di morti. Ha voluto sincerarsi che l’anno scolastico sia ben iniziato, e che gli alunni delle due etnie sono seduti sugli stessi banchi. Le speranze della riconciliazione riposano sulle nuove generazioni, chiamate a superare un odio e un’incomprensione che dura da secoli.

Ancora una volta Davide sconfigge Golia: avviene in Kenya dove la Unilever, grande multinazionale anglo-olandese proprietario di 400 marchi (agro-alimentare, cosmetici, pulizia), citata in giudizio da alcuni suoi ex dipendenti, dovrà pagare un forte risarcimento. 218 lavoratori della sussidiaria “Unilever Tea Kenya Ltd” subirono gravi danni durante un attacco ad una delle piantagioni della multinazionale. Tra questi 56 donne che subirono violenze sessuali di gruppo. 7 furono le persone uccise.

Buone notizie dal Sudafrica. È il secondo paese africano più toccato da forme di tbc che resistono ad ogni tipo di antibiotico. Ma è all’avanguardia nella lotta contro questa malattia: dal 2013 ha introdotto un nuovo farmaco, la bedaquilina, che ha dato risultati inaspettati.

La Repubblica Democratica del  Congo ancora una volta al centro del traffico delle sue immense risorse naturali. Il legname pregiato delle sue foreste è esportato in massa in Cina. La voracità cinese per questa risorsa sta accelerando la deforestazione.

Un aggiornamento sui sui transiti e i decessi di migranti nel Mediterraneo ci è fornito dall’Alto Commissariato per i rifugiati. Dal 1° gennaio al 15 novembre, dei 107,908 migranti arrivati in Europa, 101.921 sono transitati dal Mediterraneo. Di questi: 55.337 in Spagna (a cui vanno aggiunti anche altri 5.987 arrivati via terra), 28.495 in Grecia, 22.435 in Italia, 1.182 a Malta e 459 a Cipro. I morti e dispersi in mare sono calcolati (per difetto) a 2.043.

Infine, un’analisi fatta in Sudafrica di 133 progetti cosiddetti P/CVE (nella sigla inglese: per prevenire e contrastare l’estremismo violento), condotti in Mali, Ciad, Burkina Faso, Niger e Nigeria (tutti paesi che negli ultimi anni hanno visto crescere l’insicurezza, ma anche la povertà, a causa del terrorismo) ha rivelato il forte impatto positivo che essi hanno avuto. Questi progetti sono in genere rivolti alle comunità, e hanno come beneficiari i giovani e le donne. Promuovono la tolleranza, il multiculturalismo, il dialogo. Spesso si occupano di ex combattenti, aiutandoli ad reinserirsi nella società.

Leggi nella nostra rassegna molte altre segnalazioni di articoli e contributi.

2018-11-17T15:20:50+00:00 17 novembre 2018|Categories: GPIC|