Un bruco venuto dall’America mette a rischio i raccolti di cereali in Africa

Il Sahel e l’Africa occidentale sono confrontati agli effetti della variabilità e dei cambiamenti climatici con conseguenze nefaste sulla produzione agricola e sulla pastorizia, e di conseguenza sulle condizioni di vita delle popolazioni.

Inondazioni, siccità, temperature estreme, cambiamenti stagionali, interruzione delle precipitazioni, degrado del suolo e declino della fertilità del suolo, recrudescenza di parassiti delle colture, comparsa di malattie emergenti e parassiti esotici: tutti segni di un degrado continuo dell’ambiente.

A questo vanno aggiunti i parassiti delle colture: locuste e cavallette, mosche della frutta, uccelli che mangiano grano, roditori.

Uno di essi in particolare sta inquietando i sonni di milioni di piccoli agricoltori africani: il bruco della lafigma.

Il suo nome scientifico è Spodoptera frugiperda. È  un lepidottero originario del Sud America, arrivato non si sa come in Africa nel 2016. In Nigeria, Benin, Togo e nell’arcipelago Sao Tome e Principe si è diffusa rapidamente e sta provocando danni irreparabili alle colture di cereali.

Non sappiamo come una piccola farfalla sia stata in grado di attraversare gli oceani. È un parassita fitofago, vale a dire che la larva può nutrirsi di oltre 80 specie coltivate o selvatiche tra cui mais, riso, sorgo, miglio, canna zucchero, cotone e alcune colture orticole.

2019-10-16T14:54:12+00:00 27 ottobre 2019|Categories: Ambiente|