I libri proibiti dal dittatore del Sudan

Omar al-Bashir, il feroce dittatore sudanese rovesciato dalla folla di Khartoum un mese fa, voleva un popolo ignorante e disinformato. Aveva instaurato una censura inflessibile sulla stampa vendita, importazione, diffusione dei libri.

Ma anche la storia del sistema scolastico sotto al-Bashir è quello di una nave che affonda e fa acqua da tutte le parti, con un’istruzione che si proclama gratuita, ma in cui ai genitori, che di solito vivono in condizioni di estrema povertà, è poi richiesto di farsi carico dei costi di libri, tasse di iscrizione, esami ed uniformi scolastiche.

Ed è così che le famiglie si ritrovano davanti a due strade: non mandare i figli a scuola, oppure scegliere quali figli mandare e quali no. Inevitabilmente, i prediletti sono sempre i maschi, essendo in Sudan credenza diffusa che la donna debba aspirare solo ad occuparsi delle faccende di casa.

Secondo un rapporto dell’UNICEF, infatti, il 49% delle figlie femmine non ha avuto accesso nemmeno alle scuole elementari. Il risultato è un Paese in cui troppe donne si ritrovano imprigionate all’interno della propria realtà domestica, incapaci di leggere o scrivere.

Ma la risposta del popolo è arrivata forte e chiara, stanco di tanti soprusi e di decenni di dittatura. Tra la folla di gente scesa a protestare tra le strade di Khartoum c’è anche Abdirahman Moalim. Moalim lavora alla “Modern Kabo Library” da quattordici anni, e nel mese di aprile ha capito di poter fare qualcosa per la sua gente. “Ho notato che tra i ragazzi scesi in piazza ci sono tantissimi giovani, e ho visto che cercano sempre informazioni sui loro cellulari. Così ho pensato: potrei dargli dei libri, cosicché possano leggere e protestare allo stesso tempo.”

Ed è così che Moalim ha creato una vera e propria biblioteca a cielo aperto tra le strade di Khartoum, dove migliaia di libri proibiti giacciono indisturbati sull’asfalto, aspettando solo che qualcuno li legga – gli stessi libri che durante il regime di al-Bashir erano introvabili. Moalim si è improvvisato bibliotecario, rimanendo sul posto anche fino a mezzanotte.

“Sono qui a leggere da tre ore e non so per quanto altro tempo rimarrò”, ha dichiarato un insegnante di ventisette anni, tenendo in mano una preziosissima copia di Long Walk to Freedom, di Nelson Mandela.“Ho comprato un libro sul conflitto del Darfur. Lo cercavo da così tanti anni. Quando l’ho visto, ho detto a Moalim che non sarei andato via senza quel libro”, ha detto un uomo vicino alla biblioteca.

Omar al-Bashir voleva un popolo ignorante e disinformato – ma i libri sull’asfalto di Khartoum cambiano le carte in tavola. Il popolo sudanese oggi sta tornando a nutrirsi della linfa vitale che per tanti anni gli è stata negata: il diritto di imparare, educarsi, pensare.

Dal sito voci globali.it

Foto: Flickr, Albert González Farran

2019-05-23T16:40:39+00:00 23 maggio 2019|Categories: Attualità|Tags: , |