Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina

Non sempre è facile vedere nuovi film realizzati da cineasti africani. Gli spazi e gli eventi in Italia incentrati su rassegne cinematografiche che guardano oltre le frontiere culturali europee e statunitensi sono obiettivamente pochi rispetto all’ampia e validissima produzione proveniente dal continente africano. Vi sono tuttavia appuntamenti ormai divenuti fissi che danno la possibilità al grande pubblico, appassionati cinefili o semplici neofiti, di immergersi in tante narrazioni visive capaci di mostrare altre realtà sociali, altre prospettive esistenziali, altri approcci culturali.

festival-cinema-africano-2018Tra questi eventi un posto di primo piano lo ha il Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina, giunto quest’anno alla 28a edizione, che si terrà a Milano, dal 18 al 25 marzo. La rassegna 2018 propone diverse pellicole africane interessanti e originali. Vediamone qualcuna insieme.

Animazione digitale e moderni griot

Lo Swaziland, nazione dell’Africa Australe di cui si sente parlare raramente in Italia, fa da sfondo a un originalissimo Documentario dal titolo Liyana. Incluso nella sezione Fuori Concorso, il film ha già ottenuto diversi riconoscimenti internazionali, tra cui il Gran Premio della Giuria per il miglior Documentario al Los Angeles Film Festival. Protagonisti della storia sono orfani dello Swaziland con profondi traumi alle spalle, che riescono a rielaborare i loro dolorosi ricordi grazie a Gcina Mhlope.

liyana_01-bQuesta sorta di griot contemporaneo riesce a coinvolgere i piccoli creando una giovane eroina di nome Liyana, impegnata a intraprendere la pericolosa missione di salvare i suoi fratelli gemelli. Le vicende che vive Liyana sono frutto dell’immaginazione dei cinque orfani. Il risultato è un racconto in cui s’intrecciano i ricordi più bui dei bambini, i loro sogni, così come le loro speranze. Il documentario, poetico sul piano narrativo, si sviluppa con la più sofisticata animazione digitale.

Ombre sul Sudafrica post-apartheid

Tra i Lungometraggi troviamo The Number del sudafricano Khalo Matabane. Ispirato alla biografia di Magadien Wentzel, il film racconta le origini delle cosiddette “numbers gangs”, bande pericolose e cruenti che dettano legge nelle prigioni del Sudafrica post-apartheid. The Number ripercorre il cammino di un uomo in cerca della sua umanità, capovolgendo completamente la sua vita di criminale per tentare di riconciliarsi con il figlio. Il regista sudafricano Khalo Matabane, dopo il suo Nelson Mandela the myth and me, vincitore del Premio della Giuria dell’International Documentary Film Festival a Amsterdam, conferma la sua sensibile bravura nel descrivere le contraddizioni del nuovo Sudafrica, impregnato ancora dei retaggi dell’apartheid.

Brevi storie fra tradizione e modernità

Un toccante cortometraggio è Aya, della regista tunisina Moufida Fedhila. Il film in 23 minuti racconta la storia di un padre salafita costretto a imporre l’uso del Niqab (velo che copre l’intero corpo della donna, compreso il volto, lasciando scoperti solo gli occhi) alla moglie Mariem. La vita della famiglia cambia nel momento in cui Aya, la figlia della coppia, prenderà una decisione che modificherà non soltanto la sua esistenza.

mama-bobo-cortometraggioMama Bobo di Ibrahima Seydi e Robin Andelfinger è un altro cortometraggio in concorso molto originale. Ambientato in un quartiere della periferia di Dakar ha come protagonista un’anziana donna conosciuta da tutti con il nome di Mama Bobo. Nella vana attesa del ritorno del marito, Mama Bobo ogni giorno si reca alla fermata dell’autobus e si siede sulla panchina, ma questa sua quotidiana routine viene sconvolta dalle trasformazioni in atto a livello sociale e urbanistico. I mutamenti causano la distruzione della fermata e ciò ha un effetto traumatico per Mama Bobo. Per fortuna non è sola, perché i suoi cari e gli abitanti del quartiere si mobilitano per aiutarla.

Non solo film

Queste sono soltanto alcune storie “made in Africa” proposte all’interno del Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina. Ma la rassegna è anche altro. Fra gli eventi proposti vi è AfricaAfrica, exploring the Now of African design and photography (a cura di MoscaPartners e MIA Photo Fair Projects), sorta di grande contenitore culturale e interdisciplinare in cui si intrecciano design, fotografia, musica e cinema del continente africani. Fra i protagonisti di AfricaAfrica vi sono i designer Jean Servais Somian (Costa d’Avorio), Peter Mabeo (Botswana) e i fotografi Siwa Mgoboza (Sudafrica) e Joana Choumali (Costa d’Avorio).

Per il programma completo del Festival si veda il sito ufficiale: http://www.festivalcinemaafricano.org

Segreteria Festival / Info generali: COE, Centro Orientamento Educativo, Via Lazzaroni 8 – Milano – Tel: 02 6696258

e-mail: festival@coeweb.org

Mostra AfricaAfrica, exploring the Now of African design and photography

Quando: dal 15 marzo al 2 aprile 2018
Orari di apertura: da giovedì a domenica dalle 12.00 alle 19.00
Presso: Palazzo Litta Cultura – Corso Magenta, 24 – Milano
Speciali promozioni e riduzioni sono dedicate al pubblico del Festival
Info: relazioniesterne@coeweb.org

Silvia C. Turrin

2018-04-04T10:11:32+00:00 12 marzo 2018|Categories: Appuntamenti, Popoli e Culture|