Può apparire strano affiancare il nome di Ebo Taylor a quello di Kwame Nkrumah, eppure, ritornando indietro nella storia del Ghana, questo collegamento appare evidente.

Kwame Nkrumah, primo Presidente del Ghana

Occorre risalire agli anni ’50 e ’60, poiché fu un periodo di grande fermento culturale, grazie alla ritrovata indipendenza del Paese (avvenuta nel 1957). In un clima di speranza, Kwame Nkrumah promosse nuovi progetti di risveglio sociale.

Un risveglio in cui il nazionalismo ghanese veniva affiancato dalla ripresa di elementi collegati al retaggio culturale africano. Nkrumah incoraggiò in tal senso i musicisti, invitandoli a recuperare strumenti e ritmi tradizionali al fine di introdurli nei costumi nazionali del nuovo Ghana decolonizzato.

La musica rappresentò quindi uno dei linguaggi di coesione nazionale e il cantautore Ebo Taylor divenne tra i principali ambasciatori del nuovo fermento artistico.

Musica come strumento di sviluppo culturale

Nato a Cape Coast, nel 1936, Taylor iniziò giovanissimo a suonare la musica popolare dell’Africa occidentale. Divenne in breve tempo uno dei massimi esponenti dell’highlife, genere musicale che fonde ritmi tradizionali africani, jazz e influenze caraibiche, e che dominò in Ghana negli anni successivi all’indipendenza, tanto da simboleggiare proprio il nuovo corso del paese africano guidato da Nkrumah.

Ebo Taylori agli esordi

Collaborando con gruppi ambasciatori del nuovo fermento artistico, come gli Stargazers e la Broadway Dance Band, Ebo Taylor riuscì a imporsi al grande pubblico africano per le sue doti di chitarrista e di prolifico compositore.

Gli anni Sessanta furono contraddistinti da un’intensa apertura a livello culturale, tanto che Taylor nel ’62 decise di trasferirsi a Londra per poter apprendere nuove conoscenze musicali.

«Insieme alla Black Star Highlife Band sono stato sostenuto, insieme ad altri studenti, dal governo ghanese a varcare i confini africani», ricorda Taylor. «Noi giovai artisti di quell’epoca cercavamo di incorporare il jazz al nostro stile highlife. Apprendevamo dalle conversazioni e dalle jam sessions, per poter sviluppare le nostre capacità e idee», ha ricordato il chitarrista.

Una volta rientrato in terra ghanese, la popolarità di Taylor aumentò in modo esponenziale, collaborando con l’etichetta Essiebons e con altri musicisti, suoi connazionali, tra cui C.K. Mann e Pat Thomas. Anche gli anni Settanta e Ottanta furono per lui altamente fecondi; registrò diversi lavori come solista, nei quali esplorò una fusione molto originale di vari generi, incorporando jazz, soul, funk, afrobeat con il sound tradizionale del Ghana.

Tra i suoi primi album usciti sul mercato europeo vi è Love and Death, in cui si trovano canzoni che parlano un linguaggio sorprendentemente moderno, intriso di forza e di messaggi sociali contro le ingiustizie.

Fra i brani più toccanti vi è “Kwame”, che celebra il presidente Nkrumah, colui che ha gettato le basi politiche per l’indipendenza del Ghana.

Ebo Taylor – che si è spento un mese dopo aver festeggiato il suo 90° compleanno – sarà ricordato come tra i padri fondatori dell’Highlife contemporaneo, un genere musicale recentemente inserito nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO.

Silvia C. Turrin