Nonostante alcune restrizioni, che il governo ha preso per evitare la seconda ondata della pandemia, e pur essendo rimasti solo in due padri alla parrocchia, al Bom Pastor di Kikolo le attività hanno ripreso a pieno ritmo. Incontri e apostolato da parte di Movimenti, Gruppi apostolici, corali, Gruppo Famiglie, “amigados” (coppie non sposate), Caritas, visita ai malati (ma è permesso di visitarne uno al giorno, per limitare la circolazione del virus), e chi più ne ha, più ne metta.

Senza dimenticare la nostra scuola Parrocchiale: le lezioni hanno ripreso, tranne per i più piccoli che frequentano l’anno di  preparazione alla prima elementare. E poi la catechesi delle nostre centinaia di catecumeni: dopo un anno di sospensione, ora si ricomincia! Ma con le precauzioni che impone il Ministero della Salute: mascherina, distanziamento, igienizzazione delle mani, sanificazione dei locali, soprattutto dei servizi igienici). Dobbiamo fare più classi, per rispettare il distanziamento, ma c’è il problema che non abbiamo abbastanza catechisti formati.

Le celebrazioni liturgiche si fanno ancora nel cortile, non solo per ragioni sanitarie, ma anche perché la chiesa è inagibile per lavori di ampliamento, e in questo momento è senza il tetto.

In tante zone dell’Angola c’è una forte siccità, che provoca enormi disastri nell’agricoltura. Per noi a Luanda non è un male: anche poca pioggia provoca disagi enormi, dato che il terreno è argilloso e non assorbe l’acqua. Da ottobre a oggi abbiamo avuto solo due buone piogge.

Da mesi non si raccoglie la spazzatura, tranne che nei quartieri dei ricchi e vicino all’aeroporto, per non fare brutta impressione a chi arriva da fuori. La spazzatura dunque si accumula per le strade e negli spazi vuoti. Se piovesse, immaginate cosa diventerebbero le montagne di immondizia!

Qualche settimana fa siamo rimasti scioccati dalle notizie provenienti dall’interno, dalla città mineraria di Kafunfo, dove la SMA ha servito per molti anni. La polizia ha sparato su un gruppo di giovani che manifestava pacificamente per le strade, provocando 12 morti e una trentina di feriti. Naturalmente il governo ha difeso l’operato della Polizia: non ci sarà nessuna inchiesta per appurare i fatti, e nessun poliziotto sarà incriminato. La giustizia è un lusso troppo grande per la povera gente, che è sempre costretta a subire, e se protesta viene bastonata a sangue.

Quei giovani di Kafunfo volevano solo ricordare alle autorità lo stato di abbandono e di degrado in cui si trova la città e la regione, una delle più ricche, a causa delle miniere di diamanti. Una ricchezza di cui però la popolazione locale non può beneficiare.

I testimoni affermano che la reazione della Polizia è stata esagerata di fronte a qualche decina di persone inermi. I media del governo affermano che i giovani fossero armati di machete e bastoni. È tutto da dimostrare, ma anche se fosse, doveva proprio intervenire, per reprimere la manifestazione, il corpo più spietato della Polizia, quello anti-sommossa, armati fino ai denti?

I Vescovi hanno alato la loro voce per denunciare questi fatti e chiedere che si faccia luce su ciò che è successo, e che sia garantita la giustizia.

Ecco la nostra vita missionaria in Angola, con le sue croci e le sue soddisfazioni.

Vostro p. Renzo Adorni
Kikolo, Angola