Lavorare per l’uomo è lavorare per Dio

copertina-138Carissimi,

questo numero della nostra rivista vi raggiunge quando forse alcuni di voi non saranno ancora andati in vacanza. Settembre, infatti, rimane per molti un mese propizio per riposarsi. Abbiamo avuto un’estate carica di avvenimenti sia a livello nazionale che internazionale, forse anche a livello personale e familiare.

Non tutto ci ha arrecato gioia e serenità. Anzi qualche volta avremmo voluto chiudere i canali di informazione che non fanno che mettere in risalto guerre, sbarchi, femminicidi, incendi, etc. Tutte cose vere, ma che non rendono conto della realtà nella sua completezza.

Personalmente, sono stato molto colpito da una iniziativa di papa Francesco, quella di recarsi, il 20 giugno scorso, sulla tomba di due preti che hanno marcato la Chiesa italiana e influenzato anche la storia del nostro Paese: don Primo Mazzolari e don Lorenzo Milani. Con la sua decisione ha riportato alla ribalta, tributando loro un riconoscimento che durante la loro vita aveva trovato molti ostacoli, due uomini che hanno ancora molto da offrire alle generazioni odierne. Papa Francesco accanto alla tomba di don Milani ricordava che occorre “ridare ai poveri la parola, perché senza la parola non c’è dignità e quindi neanche libertà e giustizia: questo insegna don Milani. Ed è la parola che potrà aprire la strada alla piena cittadinanza nella società, mediante il lavoro, e alla piena appartenenza alla Chiesa, con una fede consapevole” .

Forse è proprio per perseguire questo duplice obiettivo – permettere unapiena cittadinanza nella società  e una piena appartenenza alla Chiesa – che fin dall’inizio i missionari hanno messo tra i loro obiettivi pastorali le scuole. Basti pensare a P. Borghero con la scuola per i figli degli schiavi liberati o i padri SMA che intorno agli anni 1870 aprono scuole miste, bianchi e neri, in Sudafrica. O ancora alle grandi scuole dell’Africa occidentale dove, senza distinzione né di religione né di sesso né di status sociale, si sono formate le élite politiche e culturali che hanno condotto all’indipendenza i loro Paesi negli anni ’60 del XX° secolo. Come non ricordare poi gli enormi complessi scolastici d’Egitto costruiti dalla SMA e dalle Suore NSA alla fine dell’800, dove alunni cristiani e musulmani non solo ricevevano una solida educazione, ma anche imparavano a convivere e a rispettare le proprie differenze.

E questa è una storia, un impegno che continua là dove il missionario arriva. “Ridare la parola ai poveri”  è, oggi come ieri, permettere a ogni persona di prendere in mano la propria vita e aiutarla ad affrontare il futuro con dignità. Ieri come oggi gli annunciatori del vangelo avevano capito e capiscono che lavorare per l’uomo è lavorare per Dio.

P. Renzo Mandirola – SMA

SMA NOTIZIE n° 138
2018-04-04T10:11:48+00:00 23 agosto 2017|Categories: news sma|