Mentre si continua a parlare di riarmo e a investire miliardi in tal senso, includendo anche progetti antimissili “alla star war”, la questione dei cambiamenti climatici ha subìto un forte ridimensionamento passando ormai in sordina nelle Agende politiche nazionali/internazionali.

Eppure, gli effetti della crisi climatica sono sotto ai nostri occhi, non soltanto in Italia.

Spostandoci in Africa, ovvero il continente più colpito dalle conseguenze dell’effetto serra e del global warming, proprio in questi giorni assistiamo a vere e proprie catastrofi.

Il Sudafrica ha dichiarato lo stato di calamità nazionale a causa delle inondazioni che hanno provocato la morte di oltre 30 persone, soprattutto nell’area tra lo Mpumalanga e il Limpopo, nel nord est del paese.

Case sommerse, strade trasformate in torrenti impetuosi e danni per oltre 200 milioni di dollari nella sola zona del Limpopo: ecco gli effetti di condizioni meteorologiche estreme. Centinaia i turisti evacuati.

La situazione più drammatica si sta vedendo in Mozambico.

Qui la stagione delle piogge è iniziata lo scorso ottobre e ha provocato oltre 100 morti secondo i dati del National Institute for Disaster Management (INGD).

Basta osservare dall’alto il paesaggio di diverse zone per comprendere la gravità della situazione.

Le immagini aeree, che qui riportiamo, descrivono il dramma in atto.

Per effettuare operazioni di evacuazione devono affidarsi a elicotteri di soccorso, perché l’accesso via terra è diventato impossibile in molti distretti.

Nella cittadina portuale di Xai-Xai, nel sud del paese, tutte le attività sono state paralizzate dalle inondazioni, impendendo a numerosi residenti di fuggire.

mozambico inondazioni 2026La situazione è talmente grave che il presidente Daniel Chapo ha annullato la sua presenza al Forum Economico Mondiale di Davos.

Diverse organizzazioni umanitarie stanno continuamente lanciando messaggi allarmanti.

WaterAid ha dovuto sospendere le sue attività in varie città allagate; inoltre, il personale ha segnalato un rapido deterioramento della situazione sanitaria e della diffusione di malattie trasmesse dall’acqua, con casi di colera già rilevati.

Anche in Tunisia si sono verificate piogge eccezionali che hanno provocato la morte di diverse persone. Secondo i dati dell’Istituto Nazionale di Meteorologia si tratta delle più gravi inondazioni registrate nel Paese da oltre settant’anni.

Spostandoci in Indonesia, sempre in questi giorni, si stanno verificando  alluvioni che interessano in particolare Grande Giacarta (Jabodetabek).

Le condizioni più difficili e preoccupanti si vedono ancora una volta in quelle comunità già indebolite dalla povertà e dall’insicurezza alimentare.

La crisi climatica colpisce, di fatto, i più deboli del pianeta, quei popoli che hanno già subìto colonialismo e sfruttamento e che adesso, sono costretti a subire le conseguenze di un processo di inquinamento che non hanno innestato loro, bensì quegli Stati artefici della colonizzazione e dell’accaparramento delle risorse minerarie e naturali indispensabili per quella rivoluzione industriale che è stata sì, alla base dello sviluppo economico, ma che ha disperso nell’atmosfera gas serra responsabili del global warming.

Ciò che sta accadendo nel Sud dell’Italia, nell’Africa Australe, in Tunisia, in Indonesia ha una medesima causa: l’aumento delle temperature globali e i mutamenti climatici.

Anche l’arcivescovo di Maputo, João Carlos Hatoa Nunes, ha sottolineato come le inondazioni “non sono solo un fenomeno naturale” e richiedono “responsabilità, discernimento, cura della nostra Casa Comune e attenzione ai più vulnerabili”.

Come non ricordare e riprendere l’Esortazione Apostolica Laudate Deum di Papa Francesco (datata 4 ottobre, Festa di San Francesco d’Assisi, dell’anno 2023).

Non c’è dubbio che l’impatto del cambiamento climatico danneggerà sempre più la vita di molte persone e famiglie. Ne sentiremo gli effetti in termini di salute, lavoro, accesso alle risorse, abitazioni, migrazioni forzate e in altri ambiti.

[…]

Il cambiamento climatico è una delle principali sfide che la società e la comunità globale devono affrontare. Gli effetti del cambiamento climatico sono subiti dalle persone più vulnerabili.

Per quanto si cerchi di negarli, nasconderli, dissimularli o relativizzarli, i segni del cambiamento climatico sono lì, sempre più evidenti. Nessuno può ignorare che negli ultimi anni abbiamo assistito a fenomeni estremi, frequenti periodi di caldo anomalo, siccità e altri lamenti della terra che sono solo alcune espressioni tangibili di una malattia silenziosa che colpisce tutti noi. È vero che non tutte le catastrofi possono essere attribuite al cambiamento climatico globale. Tuttavia, è verificabile che alcuni cambiamenti climatici indotti dall’uomo aumentano significativamente la probabilità di eventi estremi più frequenti e più intensi. Papa Francesco

È ciò che sta accadendo da tempo…

Intanto, a Davos, non si parla d’altro che di economia di guerra e neocolonialismo mascherato da accordi di pace.

Silvia C. Turrin

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