La grande muraglia verde dell’Africa

La Provincia Irlandese della SMA segue con profondo impegno le questioni ecologiche e la protezione dell’ambiente nel continente africano. A tal scopo ha avviato un progetto, chiamato “Laudato Tree Project”, che ha avuto il patrocinio del Presidente dell’Irlanda, Michael Higgins.

Una prima iniziativa del progetto è quella di diffondere l’informazione sul programma delle Nazioni Unite “Great Green Wall”, “Grande Muraglia Verde”. Si tratta di piantare milioni di alberi su una cintura di terreno di vari km di profondità, che va dai paesi del Sahel al Corno d’Africa, dalla Mauritania all’Etiopia, con il fine di creare una barriera vegetale all’avanzata verso sud del deserto.

La SMA irlandese si prefigge di portare questa iniziativa all’attenzione dell’incontro mondiale delle famiglie, che papa Francesco presiederà a Dublino nell’agosto di quest’anno.

Inoltre la SMA è riuscita ad implicare nel progetto “Laudato Tree” il giornalista e attivista dei diritti umani Don Mullan, molto popolare in Irlanda. Don è rimasto molto impressionato da un documentario della BBC sulla Muraglia Verde, e ha voluto dedicarsi anima e corpo a questa causa. Come prima cosa ha contattato gli amici e i colleghi nel campo dell’informazione, invitandoli ad interessarsi a questo programma e a parlarne e scriverne il più possibile.

La questione della desertificazione, accentuata dal cambiamento globale del clima, influirà sul futuro di diverse centinaia di milioni di africani, ma anche su quello dei paesi europei. Si prevede infatti che 60 milioni di persone nell’Africa subsahariana saranno costrette a migrare nei prossimi 20 anni, perché le loro terre saranno sempre più aride e improduttive. Il Great Green Wall passerà da 11 paesi, sarà lungo 8.000 chilometri, e profondo 15 chilometri.

Don Mullan, entusiasta dell’enciclica di papa Francesco “Laudato Sii”, ha coniato lo slogan e titolo del progetto “Laudato Tree”, sfruttando l’assonanza tra “Sii” e “Tree” (albero), e concentrando l’attenzione sugli alberi che dovranno essere piantati per creare la barriera verde. Da quando l’Onu ha lanciato il programma, sono già 11 milioni gli alberi che le popolazioni africane hanno piantato, e un encomio deve essere fatto per le donne senegalesi, che hanno preso molto sul serio questo compito.

“Questo è un momento storico”, ha detto Don Mullan. “Per troppo tempo le potenze coloniali e le multinazionali hanno rubato le risorse dell’Africa e sfruttato la sua gente. Ora è il momento di sostenere tutti insieme questa immensa iniziativa africana che diventerà una delle meraviglie del mondo, che sarà un simbolo di speranza e di rinnovamento, non solo per l’Africa, ma per il mondo intero”.

E ha continuato: Sostenere il Great Green Wall significa partecipare alla lotta contro il riscaldamento globale, significa contribuire a fornire cibo, posti di lavoro e un futuro per i milioni di persone che vivono in una regione del mondo che è in prima linea nell’affrontare le conseguenze del cambiamento climatico. Visitando alcuni di questi paesi, ho visto l’impatto che il programma ha sulle comunità rurali in Africa. Esso si prefigge di proteggere la vita, di preservare i mezzi di sostentamento delle comunità più povere del pianeta. È tempo di aprire i nostri cuori e le nostre menti a grandi idee come questa”.

Guarda il video della BBC sulla Muraglia verde

La pagine del blog di Don Mullan dedicata al progetto Laudato Tree

La pagina delle Nazioni Unite

Le iniziative della SMA irlandese per la protezione dell’ambiente in Africa e la giustizia sociale

2018-04-05T23:36:31+00:00 5 aprile 2018|Categories: GPIC, news sma|