È uscito il nuovo libro di p. Gigi Maccalli dal titolo “Scelgo di non odiare” (EMI). Condividiamo sul nostro sito questa intervista che l’Autore ha rilasciato alla Redazione di SMANotizie.
Dopo aver raccontato la tua storia di sequestro in Catene di libertà, e successivamente le tue riflessioni in Liberate la Pace, perché ora un terzo libro?
Ho sentito il bisogno di reagire alle tante parole che sui media inneggiano al riarmo e alla guerra. Ho visto da vicino il volto reale della guerra, sono stato incatenato come ostaggio per oltre 2 anni e proprio perché ho fatto esperienza dal vivo di tanta disumanità che mi sento provocato ad espormi. La pace è possibile ma non come la dà il mondo, con bombe e stragi di innocenti. È proprio la realtà contemporanea che mi ha spinto a scrivere queste pagine.
Da dopo il mio sequestro, mi urta ascoltare ogni giorno parole che inneggino alla violenza. Esprimo con questo libro il mio grido: un NO deciso a tutte le guerre, anche quella denominata “guerra giusta”.
È un controsenso mettere insieme questi due termini. La guerra è l’esaltazione della distruzione e della morte e la giustizia è la difesa della vita ristabilendola nel suo diritto. La guerra inoltre, oggi, con le sue potenzialità tecnologiche e nucleari, è solo disumanità, oltre a distruggere tutto e tutti, si affida alle armi la soluzione di un problema di diritto internazionale. La diplomazia e il dialogo sono la risposta umana.
Perché questo titolo?

Questo libro è la mia enciclica dal basso. Non pretendo dare ricette o insegnamenti a nessuno. Ma credo che dal basso (cioè da me) inizia il cambiamento: il primo passo è la mia scelta. Scelgo di non oltrepassare un limite: quello dell’odiare che porta a fare uso di violenza.
Quando siamo davanti a un problema complesso ci poniamo la domanda: cosa posso fare? La mia proposta è cominciare ad escludere gli estremi e mettere dei NO davanti alle parole o atteggiamenti negativi come…odiare, picchiare, uccidere, usare violenza. La pace è un fiume che scorre tra due rive: la prima sponda è la nonviolenza e la seconda è l’amore del nemico. Se continuiamo ad odiare i nemici, cosa facciamo di straordinario? Io scelgo di non odiare.
Tutti vogliono la pace, ma crescono le guerre, cos’è che non va?
Purtroppo perdura nella cultura dominante il principio: “se vuoi la pace prepara la guerra”. A partire da questo assioma ci si riarma e ci si allena costantemente alla guerra. Di fatto è la cultura della guerra che si coltiva e non l’educazione alla pace.Secondo me, abbiamo dimenticato l’essenziale che io trovo in due versetti del discorso della montagna del vangelo di Matteo (5,39 e 5,44), dove c’è il superamento della logica del mondo impostata sull’avere, il dominio e la forza. Gesù propone un’altra logica: non rispondere al malvagio con la violenza ma piuttosto porgere l’altra guancia, dare il mantello e fare due miglia a chi ti obbliga a una corvée frutto di angheria. Espressioni che sono state, troppo sovente, mal interpretate, ma che delineano una prospettiva di umanità diversa.
Non ho la pretesa di affermare niente di nuovo, solo richiamo (ai cristiani in primis) l’essenziale dimenticato per costruire una pace alternativa che crea ponti di fraternità e non si abbruttisce con bombe e stragi di innocenti.
E le guerre di legittima difesa?
Il grande nodo che mantiene vive le guerre è il considerarle necessarie, giuste o difensive ispirandosi al principio di legittima difesa. Ma può mai oggi una guerra dirsi di legittima difesa? Può mai il principio di legittima difesa essere applicato alla guerra? La risposta, o almeno il mio punto di vista lo trovate nelle pagine di questo mio libro.
Qual è la tua speranza?
Io spero che si arrivi un giorno ad abolire la guerra così come si è abolito la schiavitù e il colonialismo. Io credo che dire che la guerra è una follia e va abolita è fare avanzare il mondo in umanità. Solo quando sapremo proscrivere la guerra, perché è un delitto solo desiderarla, allora si chiuderanno le fabbriche di armi e finirà questa corsa pazza al riarmo e al commettere degli atroci genocidi. Spero che papa Leone ci offra presto una enciclica sulla pace.