Iniziative della SMA per la giustizia e la riconciliazione in Africa

logoLa SMA ha a cuore la promozione della giustizia, della pace e del rispetto della natura. Per questo da vari decenni collabora con organismi internazionali, ecclesiali e non, che difendono i diritti umani, sensibilizzano i cittadini sulle ingiustizie subite e sulle cause del sottosviluppo, insegnano la risoluzione pacifica dei conflitti, sostengono iniziative per preservare l’ambiente.

Queste attività sono realizzate dai confratelli SMA, che vivono nel nord del mondo e in Africa, per mezzo di specifiche Commissioni di Giustizia, Pace e Integrità del Creato (GPIC).

A me è stato affidato il compito di organizzare una rete GPIC che abbracci i vari paesi dell’Africa occidentale in cui operano i padri della SMA: Sierra Leone, Liberia, Costa d’Avorio, Ghana, Togo, Nigeria, Benin.

Per aiutare i confratelli SMA ad essere più incisivi, e per coinvolgere altri attori, ho fondato l’Associazione REST-COR, cioè Rete Shalom di Trasformazione dei Conflitti e di Riconciliazione. La sua sede è a Abidjan (Costa d’Avorio), nella casa regionale SMA.

Non ho cominciato da zero : la SMA da alcuni anni gestisce un “Centro Shalom per la risoluzione dei conflitti” a Nairobi, Kenya (vedi SMA Notizie n. 133, pag. 18-23). L’esperienza di questo Centro, in cui ho passato diversi mesi per formarmi e fare tirocinio, mi ha aiutato molto.

L’Associazione REST-COR si prefigge di agire insieme alle comunità locali, appartenenti alla chiesa e alla società civile, per affrontare i conflitti che sorgono al loro interno, e fornire una soluzione non violenta a tali conflitti.

Ad esempio, nella prefettura di Waninou, nell’estremo ovest della Costa d’Avorio, abbiamo favorito un incontro tra l’imam, il parroco e il prefetto, e abbiamo suggerito alcune strategie per superare i conflitti che da tempo contrappongono allevatori e agricoltori, e i conflitti tra la popolazione autoctona e i membri di altre etnie che si sono stabilite lì e hanno occupato la terra per le loro colture.

Un altro esempio ci viene dal Benin: in un seminario di studio, rivolto agli operatori sociali, abbiamo affrontato il caso delle bambine vidomegon, cioè le bambine che vengono vendute per pochi soldi a famiglie di adozione, e che sono costrette svolgere i duri lavori domestici in un ambiente di semi-schiavitù. Si tratta di un fenomeno diffuso di tratta degli esseri umani, di fronte a cui il governo è impassibile, e che sollecita l’intervento della società civile e delle commissioni ecclesiali GPIC.

La rete REST-COR non ha ricette pronte per ogni tipo di conflitto, ma ha la preoccupazione di cercare le soluzioni insieme a tutti gli attori, e insiste sul metodo che mette in moto le capacità di dialogo, ascolto, condivisione. In questo modo si innescano i meccanismi che trasformano i conflitti in opportunità nuove, in cui prevale la solidarietà e la riconciliazione.

In un’Africa in grande trasformazione, l’azione della SMA nel campo della giustizia e della pace vuole recuperare i valori tradizionali che hanno plasmato la storia dei suoi popoli. La corsa alla modernità e allo sviluppo ha distrutto reti locali di solidarietà e ha introdotto modelli sociali basati sulla competizione. Come il papa ci ha insegnato nell’enciclica Laudato Si’, dobbiamo aiutare i contadini africani ad essere più attivi e consapevoli nel difendere i loro diritti, dobbiamo aiutarli a sviluppare quelle sinergie che rendono efficaci le politiche agricole basate sull’agro-ecologia e sulla sostenibilità, su un’agricoltura che adotta, sì, le tecniche moderne, ma allo stesso tempo rispetta l’ambiente, mantiene viva la concezione ancestrale della sacralità della terra, gestisce le risorse con criteri giusti e solidali.

La nostra rete è solo agli inizi del suo lavoro. Ma non mancano le ambizioni. Ci siamo dati come obiettivo di condurre delle ricerche sulle cause profonde dei conflitti in Africa, a tutti i livelli, internazionale, nazionale, locale, facendo appello agli specialisti, con il fine di mettere a disposizione degli attori locali degli strumenti di riflessione e di soluzione. Vorremmo anche favorire un movimento di opinione che influisca più efficacemente sulle decisioni politiche nel campo dello sviluppo integrale e della risoluzione dei conflitti.

Ma più di tutto, vogliamo che queste problematiche della pace, della riconciliazione, della giustizia, dell’ecologia, restino sempre nel cuore della progettazione e della pastorale della nostra chiesa africana.

Michel Savadogo Sma, Abidjan

Il sito della Rete Shalom di Abidjan | Il sito della Reta Shalom di NAIROBI

2018-04-12T17:36:13+00:00 18 dicembre 2017|Categories: GPIC, news sma|