L’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) ha diffuso una notizia allarmante, che conferma ancora una volta la pericolosità delle rotte migratorie, in particolare le traversate via mare: nel 2025 sono decedute quasi 8000 persone durante i “viaggi della speranza”. Anzi, secondo sempre l’OIM, questo dato sarebbe sottostimato, poiché non si riescono a valutare tutte le reali vittime. Ciò a causa sia delle difficoltà di accesso alle informazioni, sia dei tagli ai finanziamenti umanitari. Secondo i dati forniti dall’OIM, 2.108 persone sono decedute nel Mediterraneo, mentre 1.047 sono morte o scomparse lungo la rotta verso le Isole Canarie. Sempre nel solo 2025, in Asia sono stati registrati circa 3.000 decessi, metà dei quali afghani, e 922 migranti sono morti attraversando il Corno d’Africa verso gli Stati del Golfo, principalmente etiopi, morti in naufragi di massa.
Le persone – in mancanza di vie di migrazione legali – sono costrette a ricorrere alle reti dei trafficanti, esponendo così le loro vite a gravi rischi.
È sempre triste fornire cifre quando si parla di individui che abbandonano la propria terra non per scelta, ma per sfuggire a povertà, guerre, violazioni dei diritti.
Tuttavia, è importante analizzare questo dato, poiché si comprende quanto sia urgente la creazione di rotte legali più sicure e quanto sia fondamentale fornire una maggiore protezione per le persone in movimento.
Sono l’insicurezza e la mancanza di prospettive a spingere migliaia di persone a lasciare le proprie case. L’aumento dei conflitti e gli effetti devastanti della crisi climatica intensificano proprio questi spostamenti.
Amy Pope, Direttrice Generale dell’OIM, ha definito tutto ciò un “fallimento globale”; ha inoltre chiesto la creazione di percorsi sicuri e regolari per proteggere i migranti.
Guardando a ciò che sta accadendo nei primi mesi del 2026, le richieste della Direttrice Generale dell’OIM dovrebbero essere ascoltate da governi e da coloro che si occupano di politiche migratorie. Al 24 febbraio 2026, si registrano già 606 persone decedute nel Mediterraneo, mentre centinaia di altre persone scomparse non possono ancora essere confermate.
Proprio oggi che scriviamo questo Articolo, ci giunge la notizia che in Libia, sette migranti provenienti dall’Africa sub-sahariana sono stati trovati morti su una spiaggia a est di Tripoli. Tra loro c’erano tre bambini e due donne.

Come non ricordare le parole forti, giuste e quanto mai attuali di Papa Francesco in occasione della sua visita a Lampedusa:
«La cultura del benessere ci rende insensibili alle grida degli altri, ci fa vivere in bolle di sapone, che sono belle, ma non sono nulla, sono l’illusione del futile, del provvisorio, che porta all’indifferenza verso gli altri, anzi alla globalizzazione dell’indifferenza».
a cura di Silvia C. Turrin