p. Eugenio Basso – Costa d’Avorio

Carissimi amici,

“Non abbiamo il diritto d’essere felici da soli”; partendo da queste parole di Raoul Follereau, l’apostolo dei Lebbrosi, così voglio formulare i miei auguri natalizi: la presenza del Bambino di Betlemme abiti nei nostri cuori, vi dimori per tutto l’anno 2018 e faccia di noi dei messaggeri di pace”.

Al Foyer SMA d’Ebimpé, il Seminario per i nostri candidati SMA africani, situato a 20 km a nord di Abidjan, Costa d’Avorio, l’anno accademico è cominciato con 33 studenti che seguono i Corsi di Teologia all’ICMA (Istituto Cattolico Missionario d’Abidjan) e quattro padri formatori.

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Dopo tre mesi, posso dire che abbiamo raggiunto il ritmo normale di marcia di una casa di formazione per i sacerdoti missionari, che è ritmato da queste due priorità:

  • l’internazionalità: i giovani studenti provengono da 13 paesi africani e perfino due dall’India)
  • la missionarietà: seguendo le indicazioni di Papa Francesco siamo “in uscita, verso le periferie”; i nostri otto diaconi vanno in parrocchia diversi giorni la settimana, quattro nella diocesi d’Agboville, due nella diocesi di Yopougon e due nella diocesi d’Abidjan; tutti gli altri studenti vanno in pastorale il sabato e la domenica.

L’internazionalità e la missionarietà sono vissuti in un clima di accettazione reciproca, di tolleranza e di fraternità evangelica : ci impegniamo ad essere “portatori della pace di Gesù Cristo”.

Tra istituti e congregazioni presenti nella zona ci sono buone relazioni di stima e collaborazione: il Foyer è vicino al Seminario Maggiore interdiocesano (con 160 Teologi), ai Frati Francescani (una quindicina), alle Suore dell’Istituto “Jésus au Temple”e, non troppo lontano, dalla Comunità di San Luigi Orione.

Lascio la parola al Cardinale Jean Pierre Kutwa, arcivescovo di Abidjan, per aiutarvi a comprendere la situazione politica ed economica attuale della Costa d’Avorio :

“La mancanza di umiltà e il rifiuto delle differenze, l’egoismo e l’orgoglio generano quasi sempre animosità, odio e conflittualità. La mancanza di lavoro, la degradazione dei costumi e del tessuto morale hanno come corollario la pauperizzazione delle popolazioni. In questi ultimi anni, ci dicono, la nostra economia conosce una crescita del 9%. Ringraziamo quanti hanno contribuito a questo risultato. Ma dobbiamo prendere coscienza che la crescita economica, da sola, non riduce necessariamente le ineguaglianze sociali. Ci vuole altresì uno slancio di solidarietà per poter condurre la crescita verso il suo vero obiettivo e quest’obiettivo è la felicità dell’uomo, la stabilità delle famiglie e l’educazione dei figli in un’atmosfera sana ed equilibrata. Molti nostri fratelli e sorelle hanno il sentimento che la crescita profitti ad una infima minoranza e che la povertà si fa selettiva. Io credo, fraternamente, che è compito di quelli che governano i nostri Stati di creare il quadro di questa condivisione e solidarietà e di prenderne i mezzi. Incoraggio fortemente una politica economica, che assicuri una giusta distribuzione delle risorse nazionali”.

Termino con due considerazioni: al portone del nostro Foyer, spesso, si presenta la povertà e la miseria nella persona della mamma che non può nutrire i suoi numerosi bambini; dell’alunno che è rifiutato a scuola perché non ha pagato le tasse scolastiche; dell’ammalato che ha una ricetta medica che supera di molto le sue possibilità. Queste persone si rivolgono al “missionario bianco”, perché… lui ha i soldi e deve intervenire!

Quest’anno, le forti e prolungate piogge con tuoni, lampi e fulmini, hanno provocato gravi e numerosi danni alle apparecchiature del nostro Foyer, quali il gruppo elettrogeno, i frigoriferi, i computer, etc. Alcuni di questi elettrodomestici sono stati riparati, altri dovranno essere sostituiti, e dovremo pure provvedere all’installazione di alcuni parafulmini.

Preghiamo il Signore che non ci faccia mai mancare il sostegno della sua Provvidenza!

Ti auguro un Santo Natale e un sereno Anno Nuovo.

Eugenio Basso, Sma

Ebimpé, Costa d’Avorio

2018-04-04T10:11:42+00:00 9 gennaio 2018|Categories: lettere dall'Africa|