P. Arokiya: “Pier Luigi tornerà!”

 

Sono Arokiya Dass, un sacerdote SMA indiano, ordinato nel 2015. Ho incontrato per la prima volta p. Pier Luigi Maccalli a Niamey, nel dicembre 2015. Ero appena stato nominato suo vice parroco, ed era la mia prima esperienza, in quanto prete e missionario, di vita in comunità con un confratello SMA.

Ho vissuto con lui i miei primi tre anni di sacerdozio. In questi tre anni ho imparato molte cose da p. Luigi. Abbiamo cominciato a capirci l’un l’altro sempre di più, il che ci ha aiutato a svolgere in modo migliore tutte le attività della missione.

Nel giugno 2018 è partito in Italia per le sue vacanze, ed è tornato il 7 settembre 2018 a Niamey. Dopo aver trascorso quattro giorni nella capitale e sede della Diocesi, è tornato nella nostra parrocchia di Bomoanga il 12 settembre. Subito il giorno successivo ci siamo seduti per pianificare l’anno pastorale 2018-19. Ciò dimostra quanto profondamente p. Pier Luigi ama il suo ministero e la sua missione.

Domenica 16 settembre, dopo essere tornato dalla visita e dalla messa in un villaggio della parrocchia, ho avuto un forte attacco di malaria. P. Pier Luigi, da solo, si è preso cura di me. È così amorevole e tenero di cuore nei confronti dei malati. Uno delle sue doti pastorali era quella di prendersi cura dei malati, in particolare dei bambini malnutriti, che accompagnava negli ospedali di Niamey.

Lunedì 17 sera ha celebrato la messa nella chiesa parrocchiale ed è tornato per prepararmi qualcosa da mangiare. Mi ha raccomandato di riposare bene, e poi è tornato nella sua stanza. Intorno alle 21.30 ho sentito della gente entrare nel cortile della nostra missione urlando a gran voce. Ho pensato che fosse qualcuno posseduto, che i familiari avevano portato da p. Luigi per una preghiera di guarigione. Ma ho sentito p. Luigi gridare a sua volta: “Sortez, sortez!”, cioè “Fuori, fuori!”. Dopo di che ho sentito degli scoppi come di petardi: in realtà erano rumori di spari.

Mai mi sarei immaginato che delle persone entrassero nella missione armati di pistole per rapire p. Luigi. Pochi minuti dopo il nostro cuoco mi ha chiamato al telefono per informarmi che p. Pier Luigi era stato rapito da alcuni ladri armati, e mi pregava di non uscire dalla mia stanza. Ero completamente scioccato e confuso riguardo ciò che stava accadendo. Ho iniziato a fare delle chiamate per telefono, e a informare diverse persone del rapimento. Mi è stato consigliato di rimanere nella casa di un parrocchiano del villaggio, in cui ero riuscito a fuggire, fino al giorno dopo.

Tutta la diocesi di Niamey è rimasta scioccata e scossa da questo evento. Mi è stato chiesto di lasciare la parrocchia e stare a Niamey. Due mesi dopo, a dicembre, il vescovo mi ha permesso di far parte di una équipe di missionari andata a risiedere a Makalondi, a 25 km da Bomoanga. Da lì visitavo spesso Bomoanga, e cercavo di continuare il lavoro di p. Pier Luigi. Come si usa dire: il valore di una persona lo si vede soprattutto in sua assenza. Mi sono così reso conto di quanto sia difficile accompagnare e prendersi cura dei malati.

Durante questo anno in cui è stato assente, la comunità di Bomoanga e io stesso non potevamo sentirci veramente felici durante le celebrazioni. Anche il giorno di Natale, non abbiamo potuto festeggiare con gioia. Eravamo tristi a causa della sua assenza.

La gente mi chiama spesso per chiedere di lui. Ogni volta che vado a visitare un villaggio vicino a Bomoanga, la popolazione inizia a raccontare tutte le cose belle che p. Pier Luigi ha fatto per loro, e mi chiedeva come Dio ha potuto permettere che gli fosse capitata questa tragedia. Ogni volta che ascolto questi discorsi, sento un grande dolore nel mio cuore.

Non sono ancora riuscito a rielaborare dentro di me questo evento. Da quando è stato rapito, ogni Messa che celebro è per l’intenzione della sua liberazione. In diocesi abbiamo preparato una preghiera per la liberazione di p. Pier Luigi. Ogni giorno in tutte le parrocchie recitiamo questa preghiera per la sua liberazione durante la messa, dopo la comunione.

Da quando è stato rapito il 17 di settembre del 2018, ogni 17 del mese organizziamo delle speciali celebrazioni liturgiche, con adorazione e digiuno per chiedere a Dio la sua immediata liberazione.

P. Pier Luigi è stato d’ispirazione per molte persone su vari aspetti. Aveva l’abitudine di citare il detto “la gloria di Dio è l’uomo che vive e sta in piedi”. E ha lavorato duramente per mettere in pratica queste parole. P. Pier Luigi sapeva motivare le persone che decidono di cambiare seriamente la loro vita. Ha sostenuto molti bambini nella loro istruzione. Parlava bene la lingua locale (il gurmacema) e aiutava molti uomini e donne a leggere e scrivere nella propria lingua.

Era il missionario più zelante che io abbia mai visto. Ho letto libri sulla vita di vari missionari della SMA e sul modo con cui hanno vissuto questa massima del nostro Fondatore: “Essere un missionario dal profondo del cuore”. Ma è conoscendo la personalità di p. Luigi che ho sperimentato personalmente e direttamente come deve essere un “missionario dal profondo del cuore”.

In quanto missionario SMA, p. Pier Luigi ha sempre promosso il clero locale. Uno dei suoi sogni era quello di vedere un giovane della parrocchia di Bomoanga ordinato sacerdote. Attualmente ci sono tre giovani della parrocchia inviati in seminario da p. Pier Luigi, che stanno facendo il primo ciclo di studi teologici e filosofici in seminario, per conto della diocesi.

Io non so dove sia oggi p. Pier Luigi, né come stia, ma sono sicuro che un giorno tornerà da noi, e continuerà a svolgere la sua opera di missionario, per ispirare molti giovani cuori e portare molte anime alla luce di Cristo.

Non possiamo cambiare il passato, ma crediamo fermamente che con le nostre ferventi preghiere un giorno Dio con certezza riscatterà p. Luigi dalle mani dei suoi rapitori e lo rimanderà in mezzo a noi.

P. John Arokiya Dass, SMA, Niamey, Niger

2019-09-15T16:15:20+00:00 14 settembre 2019|Categories: news sma|Tags: |