Gruppo di donne cristiane senegalesi impegnate nella preparazione del ngalakh.

In Senegal la maggioranza della popolazione abbraccia la religione musulmana. È comunque presente una piccola e attiva comunità di senegalesi cattolici, che in questo periodo si stanno preparando alla Santa Pasqua. Celebrano la Resurrezione di Gesù.

Legata alla Pasqua vi è una antichissima tradizione in Senegal tra i cattolici, quella di condividere con i vicini musulmani il ngalakh.

Il ngalakh è un cibo da sempre associato alla Pasqua. Esso è simbolo di fraternità, di pace, di armonia.

Si tratta di un piatto dolce, a base di miglio, cui si aggiungono il frutto del baobab, zucchero, crema di arachidi, acqua di fiori d’arancio, uvetta, poi viene servito con cocco grattugiato e fette di banana.

Le famiglie cristiane lo preparano con attenzione e cura, per poi condividerlo con la comunità musulmana il Venerdì Santo, al fine di celebrare la conclusione della Quaresima e del digiuno. 

Le origini esatte di questa usanza si perdono nella storia. È certo che si tratta di una consuetudine vecchia di secoli, nata a Saint Louis, durante l’epoca coloniale.

Il ngalakh, conosciuto in tutto il Senegal, è un cibo usato per consolidare i legami di buon vicinato tra cristiani e musulmani.

Questa condivisione, seppur semplice e simbolica, tra cristiani e musulmani trasforma le celebrazioni pasquali in un’occasione di comunione e di conoscenza.

Il cibo, sappiamo, è fonte di gioia e quando viene condiviso ha la capacità di creare interrelazioni autentiche tra le persone. Questa tradizione alimenta così il dialogo religioso e una fraternità vissuta. Il ngalakh rafforza la coesione sociale e trasforma la fede in un’occasione di unità.

a cura di Silvia C. Turrin

foto: ausenegal.com