La corsa per accaparrarsi una terra finita

La Focsiv (Federazione delle Ong cristiane), in collaborazione con Coldiretti ha pubblicato un rapporto sul cosiddetto land grabbing, l’accaparramento delle terre coltivabili nei Paesi del Sud del mondo da parte di multinazionali e governi stranieri. Porta come titolo: “I padroni della Terra. Il Land grabbing. Vi proponiamo alcuni brani del capitolo introduttivo.

Con la globalizzazione, nutrita dalle nuove tecnologie e da una comunicazione istantanea, con il rapido e più fluido movimento di capitali, merci e persone, il mondo diventa sempre più piccolo. Da anni si parla di villaggio globale, di un’unica grande città dove la finanza impera.

Ma molte volte si dimentica che questo mondo, questo pianeta, è finito, limitato, e le sue risorse, in particolare quelle non rinnovabili, sono sempre più scarse. La terra, soprattutto quella fertile, e l’acqua, in particolare quella salubre, si stanno esaurendo in un mercato che tutto fagocita.

I cambiamenti climatici accentuano il deterioramento delle condizioni ecologiche della terra, e di conseguenza pregiudicano la produzione di alimenti per l’uomo e gli animali.

Si è persino coniato il estrattivismo (che anche papa Francesco usa nella Laudato Si’) per indicare il comportamento degli Stati e delle imprese volto ad estrarre, usare e consumare più risorse possibili dalla natura senza considerazione per le conseguenze ambientali, umane e di sostenibilità.

L’esaurimento delle risorse naturali provoca la competizione tra attori che hanno il potere di agire a livello internazionale e nazionale in modo più o meno legittimo: governi, finanza ed imprese.

Competizione che genera espulsioni, scarti (ambientali e umani), e quindi nuove disuguaglianze ed iniquità, con uno sfruttamento incontrollato delle risorse. È il sistema, e il modello di produzione e consumo, che accaparra risorse per sfruttarle senza riguardo delle comunità locali, solo con la necessità egoistica di assicurare certi stili di vita dei paesi ricchi.

 

È soprattutto a seguito della crisi finanziaria del 2009 che il fenomeno del land grabbing ha conosciuto una notevole accelerazione ed una maggiore risonanza internazionale.  Le società finanziarie, alla ricerca di investimenti alternativi, si sono volti al mondo agricolo, e sono cresciute le operazioni speculative sulle commodities (prodotti) dell’agricoltura. È allora cominciata la corsa ad accaparrarsi le migliori terre nei paesi del Sud del mondo. Si sono estromessi i contadini, legittimi proprietari da infinite generazioni, per creare enormi latifondi, sfruttati in modo estensivo, con uso di pesticidi e diserbanti chimici, e sementi geneticamente modificate. Una nuova e terribile colonizzazione.

Queste operazioni sono condotte da governi di Paesi Occidentali, ma anche asiatici (Cina, India, Indonesia, Singapore, Corea, Giappone). E da ultimi sono arrivati gli Stati petroliferi della penisola arabica, che con i loro fondi sovrani affittano terreni in Africa e America Latina. Vi sono le compagie agro-industriali multinazionali, che diffondono le monoculture intensive (mais, soia, olio di palma, canna da zucchero, ma anche prodotti agricoli per la trasformazione in biocarburanti) a costi bassi e destinate al mercato internazionale.

E sopra tutti le grandi società finanziarie che in tutte queste operazioni vedono e trovano sbocchi redditizi per i loro capitali.

Papa Francesco ha denunciato questa pratica nefasta nel suo discorso alla Fao l’11 giugno 205: “Preoccupa sempre più l’accaparramento delle terre coltivabili da parte di imprese transnazionali e di Stati che non solo priva gli agricoltori di un bene essenziale, ma intacca direttamente la sovranità dei paesi. Sono molte ormai le regioni in cui gli alimenti prodotti vanno verso l’estero e la popolazione locale si impoverisce doppiamente perché non ha né alimenti, né terra.”

Contina il papa: “E che dire poi delle donne che in molte zone non possono possedere i terreni che lavorano, con una disparità di diritti che impedisce la serenità della vita familiare perché si rischia da un momento all’altro di perdere il campo? Eppure sappiamo che nel mondo la produzione mondiale di alimenti è in massima parte opera di aziende familiari”.

Adattamento del capitolo introduttivo del rapporto,
scritto da Andrea Stocchiero

Scarica il Rapporto I Padroni della Terra. Rapporto sul land grabbing in formato pdf

 

2018-06-26T22:33:21+00:00 28 giugno 2018|Categories: GPIC, Società Civile|