Jean-Luc Raharimanana, noto anche solo come Raharimanana (Antananarivo, 1967), è uno scrittore, poeta e giornalista originario del Madagascar.

 

Si è specializzato in Etnolinguistica e Lingue e Culture Orientali all’Università di Parigi e ha lavorato come giornalista in Francia, dove tuttora insegna e risiede.

 

Le sue opere raccontano principalmente la situazione di povertà e corruzione del Madagascar, e sono state tradotte dal francese in tedesco, inglese, italiano e spagnolo.

 

L’origine della popolazione del Madagascar è stata circondata per anni dal mistero.

 

A riguardo si sono alternate teorie molto diverse e lontane tra loro, dall’evoluzionismo culturale all’iper-diffusionismo, che teorizzava un unico punto di “partenza” della cultura.

 

Ora sappiamo, grazie agli studi interdisciplinari tra archeologia, storia, antropologia e linguistica, che i primi uomini a giungere sull’isola del Madagascar, in un periodo compreso tra i 2000 e i 1500 anni fa, furono probabilmente di origine indonesiana e malese. Da questi primi coloni discendono le etnie malgasce dai tratti somatici e culturali più evidentemente asiatico-indonesiani.

 

Successivamente, dall’Africa, sono partiti flussi migratori di popoli bantu, che nel tempo hanno abbandonato le lingue originarie in favore della lingua malgascia.

 

Gli europei hanno avuto notizia del Madagascar da fonti arabe o asiatiche (Marco Polo cita quest’isola sconosciuta ne Il Milione). Successivamente, Francesi, Portoghesi e Olandesi hanno tentato di creare insediamenti stabili, senza mai riuscirci a causa delle molte malattie endemiche e dell’ostilità degli abitanti.

 

Rimasto fuori dalla sfera di influenza delle grandi potenze europee, il Madagascar dal XVI e XVII secolo è stato il rifugio ideale per i pirati, i predatori delle flotte mercantili in transito per le Indie.

 

La sua storia successiva si intreccia con la storia coloniale e imperialistica europea, finendo sotto la sfera francese.

 

La prima opera di Raharimanana, Le prophète et le président (1990) è stata premiata e trasmessa dalla radio francese. In seguito Raharimanana ha pubblicato poesie e racconti, sempre in lingua francese, in diverse riviste e antologie.

 

 

In Italia i suoi lavori sono stati tradotti da un’unica casa editrice, Edizioni Lavoro di Milano.

 

– Lucernario nel 2000, è la prima opera di un autore del Madagascar tradotta in italiano. Dodici racconti scritti con:

 

”lingua aspra e allo stesso tempo poetica. Il lettore si sente risucchiato in un aggrovigliato universo di fantasmi in cui le figure inquiete degli esclusi della società contemporanea sono rappresentativi della miseria estrema di larghe fasce della popolazione”.

 

Sogni sotto il sudario è del 2001. In questi racconti “immagini di guerra e immagini di vita si alternano tra realtà e allucinazioni, comunicate con ritmo incalzante”.

 

Diversamente dai racconti precedenti, dedicati interamente al Madagascar, lo sguardo di Raharimanana è sull’intero continente africano e oltre. Intrisi della grande tradizione malgascia, entrambi i libri riescono nell’intento di farci aprire gli occhi sul futuro prossimo di intere popolazioni dimenticate dalla storia.

 

 

 

a cura di Maria Ludovica Piombino
Biblioteca africana Borghero

 

 

 

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