Driss Chraïbi (El Jadida 1926 – Crest 2007), è stato uno dei maggiori scrittori marocchini in lingua francese. Ha frequentato la scuola coranica e quella francese a Casablanca, per poi trasferirsi a Parigi, nel 1945, per studiare chimica.

Come ha raccontato lui stesso, prima di dedicarsi alla scrittura a tempo pieno, ha fatto tutti i mestieri posibili, frequentando sia i lavoratori immigrati sia gli intellettuali francesi e leggendo molto.

I suoi romanzi sono un esame della società islamica e trattano in particolare del patriarcato e dell’oppressione delle donne e dei figli, ma anche dell’opposizione alla tradizione islamica da parte delle giovani generazioni.

Il suo romanzo d’esordio, le Passé simple (1954) – nel quale racconta l’insofferenza e la ribellione di un’intera generazione nei confronti dei propri padri – fu accolto benissimo dalla critica francese, ma in Marocco fu oggetto di attacchi severi da parte di alcuni intellettuali tradizionalisti. Passé simple ha tuttavia sancito l’ingresso della letteratura marocchina nella scena letteraria internazionale.

Chraïbi è  autore di una quindicina di romanzi, ed è stato il primo tra gli scrittori maghrebini (l’area linguistica e culturale che comprende Algeria, Marocco, Tunisia, costituitasi nel corso dei secoli attorno alle popolazioni berbere autoctone che subirono la dominazione straniera) a trattare temi come l’identità culturale, il confronto tra la cultura araba e quella occidentale, la condizione delle donne e degli immigrati arabi in Francia.

Si è accostato anche ai temi del sacro, con L’uomo del libro (Zanzibar, 1995), e del costume, con La civiltà, madre mia… (Franco Maria Ricci, 1974), il racconto dell’autorealizzazione di una madre di famiglia araba negli anni della seconda guerra mondiale.

Tra le sue opere si ricordano ancora il romanzo del 1986, Naissance à l’aube (Nascita all’alba, Edizioni Lavoro , 1987, per la traduzione di Cristina Paterlini):

“È il racconto della cavalcata dell’islam e la storia di Tariq, il capo berbero islamizzato, conquistatore della Spagna. E’ il racconto della storia del Marocco e dei berberi. Un testo plurilingue per il contrasto tra la lingua parlata e la lingua scritta, tra il parlare materno, il berbero, e la lingua della legge e della fede islamica, l’arabo,  attraverso un terzo codice, la lingua francese“.

Chraïbi si è dedicato anche a una letteratura intrisa di humour, inventandosi le avventure dell’ispettore Alì. Con Une enquete au pays (1981), in italiano L’ispettore Alì al villaggio, ha introdotto lo stravagante personaggio dell’ispettore Alì, protagonista di diverse inchieste successive: L’inspecteur Alì à Trinity college, 1996 ; L’inspecteur Alì et la CIA, 1997, pubblicate in Italia da Marcos y Marcos.

Nel 1998 è apparsa in Francia la prima parte della sua autobiografia, Vu, lu, entendu seguita da Le monde à côté, nel 2001.

All’età di 81 anni si è spento nella sua casa nel Drome, una regione del sud-est della Francia, dove risiedeva.

A cura di Ludovica Piombino

Biblioteca africana Borghero