Mentre al Senato risuonava il motto latino “si vis pacem, para bellum”, per voce della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, poco lontano si faceva strada una variante: “si vis pacem, para pacem”.

L’occasione è stata la presentazione della proposta per istituire un Ministero della Pace, promossa dalla Comunità Papa Giovanni XXIII, insieme ad Azione Cattolica e Acli, con il sostegno di una trentina di sigle dell’associazionismo cattolico. Una proposta che rimette al centro un’intuizione di don Oreste Benzi: promuovere la pace significa organizzarla.

All’Aja si discute per alzare le spese militari al 5 per cento del PIL. Qui facciamo una controproposta, ha sottolineato Laila Simoncelli, coordinatrice nazionale della campagna. Un Ministero capace di dare struttura e continuità a quell’enorme lavoro che in tanti portano avanti in questo Paese, una risposta politica a una necessità etica, sociale, culturale. E a tal proposito abbiamo già un disegno di legge confezionato.

L’obiettivo non è un generico appello alla pace, ma un impegno effettivo, espresso chiaramente da padre Francesco Occhetta, segretario generale della fondazione vaticana Fratelli Tutti. La Chiesa propone un disarmo integrale: non è sufficiente ridurre le armi, dobbiamo disarmare anche gli spiriti, i cuori, le parole e le scelte che facciamo ogni giorno per arginare la psicosi bellica che ci porta a considerare la guerra come la soluzione inevitabile.

Istituire un Ministero della Pace significa puntare su un cambio di paradigma che metta al centro la dignità umana e la responsabilità politica, attraverso la promozione della comunicazione e della trasformazione nonviolenta dei conflitti, della giustizia riparativa e dell’educazione alla pace nelle scuole e università. Ma anche adottando strumenti di mediazione e prevenzione dei conflitti sociali e ambientali, e avviando attività di monitoraggio per la riconversione civile dell’industria bellica.

Una visione che torna oggi più che mai d’attualità, in un momento in cui il mondo ha preso una direzione totalmente diversa, ha sottolineato Giuseppe Notarstefano, presidente di Azione Cattolica Italiana. Il tema – ha aggiunto – è cercare di superare la convinzione che l’unica via possibile per i conflitti sia lo scontro continuo tra Paesi, che è un gioco al massacro.

Fonte: Festival della Missione