Auguri dal Niger

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Cari amici e parenti tutti, ho qualche distrazione durante la distribuzione della Comunione, sia quando celebro a Makalondi, sia nelle altre comunità e così mi capita di guardare le “ mani” di certe persone e sono molte, soprattutto di giovani donne, mani deformate dal lavoro, mani callose che fanno capire quanta legna è stata tagliata e messa al fuoco per cucinare, quanto miglio è stato ridotto in farina con il pestello. Pensavo alle mani di Maria che dovevano essere come quelle, mani forti, mani che cercano di accarezzare il piccolo Gesù, ma che lo sfiorano per non fargli male e che gli fanno capire da subito che la vita su questa terra, come quella del Niger, è dura, ma è bella. Al primo Natale non c’era proprio nulla che attirasse l’attenzione su Maria e Giuseppe con il loro piccolo Gesù se non fossero venuti gli angeli a svegliare i pastori, le cui mani erano profumate dall’odore delle pecore, mani che si sono aperte alla meraviglia e congiunte in preghiera offrendo la gioia dell’incontro con Colui che sarà il Buon Pastore. A Natale vorremo che tutti fossero felici, come Maria, Giuseppe, i pastori: offriamo le nostre mani, il nostro cuore, la nostra intelligenza per dare “una mano” a chi sta peggio di noi. E’ quello che propongo ai cristiani di Makalondi augurando a tutti che sia una festa che continua nell’impegno di solidarietà e di speranza.

            Si parla molto in Niger di prevenzione dell’Ebola e così il segno della pace con la stretta di mano nella celebrazione della Messa è stato sospeso; a Novembre ci sono stati attentati di estremisti islamici alla frontiera tra il Niger e il Mali e poi chi sta alla testa del paese con scandali e corruzione sembra pensi unicamente alle prossime elezioni dimenticando tutte le promesse elettorali di quattro anni fa creando un clima di malumore nel paese. Al primo Natale di Gesù a Betlemme non doveva esserci una situazione migliore della nostra perché il censimento dell’imperatore Augusto faceva paura alla povera gente che temeva nuove imposte e poi il re Erode tutti sapevano che era un uomo poco di buono che non difendeva la sua gente, anzi. In questo clima di tensione e di paura il Signore è venuto ed è dovuto fuggire in Egitto a qualche mese dalla nascita. Fuggire: è quello che vari amici mi propongono come dieci anni fa quando mi trovavo in Costa d’Avorio all’epoca della guerra tra nord e sud. Per me missionario la situazione non è poi così drammatica come per il piccolo Gesù e così penso di celebrare anche il prossimo Natale in terra nigerina. Fuggire in questo momento non infonde fiducia a nessuno e quindi sarà un Buon Natale per me e per tanti di voi che non avete più lavoro se non perdiamo la speranza nel Signore e in tutti coloro che onestamente, anche se sono pochi, si danno da fare per cambiare la situazione e del Niger e dell’Italia.

            Buon Natale e Buon Anno Nuovo 2015 con mani laboriose e solidali e con la speranza nel cuore perché il Salvatore è venuto ed è in mezzo a noi. Ci accompagni la preghiera reciproca e tanti, tanti cari saluti.

       Durante l’estate scorsa ho ricevuto aiuti da parte di comunità parrocchiali, gruppi e persone singole. Vi posso assicurare che appena rientrato in Niger ad Agosto ho potuto acquistare e distribuire trenta sacchi di miglio che è stato offerto a chi non aveva più nulla nel granaio. A fine settembre ho ricevuto una richiesta di aiuto dal direttore della scuola media e ginnasiale che non poteva aprire le porte per il nuovo anno scolastico perché molti banchi erano rotti. Con i vostri doni ho potuto far riparare cento banchi di questa scuola frequentata da circa 600 ragazzi. Ad ottobre i convitti della Missione di Makalondi si sono riempiti di 51 ragazzi che hanno usufruito di un dono importante per cibo che un confratello mi aveva offerto. Ed ora sono in cantiere tre piccoli mulini per cereali offerti da tre comunità parrocchiali italiane di mia conoscenza. I villaggi di Bonjola, Mayenga e Celikolo avranno ciascuno, prima di Natale, un buon mulino che allevierà di molto il lavoro della donne. Ad inizio dicembre sono iniziati i corsi di alfabetizzazione in una quindicina di villaggi sparsi nel territorio della Missione di Makalondi, corsi che sono finanziati in parte con i vostri aiuti. A gennaio e febbraio prossimi spero poter realizzare tre o quattro pozzi e tre pompe. Tutta questa opera sociale è frutto della vostra carità ed io vi trasmetto la riconoscenza della mia gente.

           Di nuovo Buon Natale e che il 2015 sia un Anno Buono, di pace e di speranza per tutti.

                                                     Vostro p. Vito Girotto, sma

2018-09-03T22:14:29+00:00 27 dicembre 2014|Categories: lettere dall'Africa|