L’ultimo giorno del pellegrinaggio organizzato in Francia nell’ambito del triplice giubileo della Società delle Missioni Africane (SMA) e di Nostra Signora degli Apostoli (NSA) ha raggiunto il suo culmine con una solenne Messa celebrata nella Basilica di Notre-Dame di Fourvière a Lione, seguita da festeggiamenti fraterni a Chaponost. Un luogo altamente simbolico per la conclusione di questa tappa del pellegrinaggio: proprio su questa collina, infatti, fu fondata la SMA quasi 170 anni fa.

Una Messa con saluti

È stato Monsignor Michel Cartateguy, SMA, arcivescovo emerito di Niamey (Niger) a presiedere la celebrazione eucaristica. In un’omelia permeata di gratitudine e senso del dovere, ha ricordato il viaggio intrapreso dai due fondatori – il Vescovo de Brésillac per le SMA e padre Planque per le Suore di Nostra Signora degli Apostoli – che scalarono questa stessa collina con cinque compagni, prima che la maggior parte di loro abbandonasse l’impresa nei mesi successivi. Solo tre dei sette rimasero.

Evocando questo evento cruciale, Monsignor Cartateguy vi ha colto un’eco alla domanda posta da Gesù ai Dodici nel Vangelo di Giovanni: “Volete andare anche voi?”. La vocazione missionaria – ha sottolineato Monsignor Cartateguy – è sempre stata impegnativa, allora come oggi, e richiede coraggio, perseveranza, pazienza e abnegazione. Si è rallegrato del numero di giovani che oggi sono attratti da questa vocazione, pur interrogandosi sulla loro preparazione ad andare non solo nelle periferie, ma anche nei luoghi dove nessuno vuole andare. Questo, ha ricordato, è il cuore della missione SMA-NSA.

L’Arcivescovo emerito ha evidenziato la dimensione collettiva di questo invio: nessuno è missionario da solo, ma sempre all’interno della Chiesa – universale, diocesana, parrocchiale e comunitaria. Ha usato una metafora sportiva per esprimere questa convinzione: il talento permette di vincere le partite, ma è il lavoro di squadra che fa vincere il campionato.

Ha poi proposto un’altra immagine, ancora più simbolica: quella di un fico originario del Sud, la terra del vescovo di Brésillac, ma acquistato al Nord, la terra di padre Planque, e poi piantato a Lione, nel centro, proprio dove i due fondatori si sono incontrati per dare vita alla famiglia SMA-NSA. Un albero nato da questa duplice origine e ora destinato a donare i suoi frutti da questo luogo di convergenza. Ha concluso descrivendo la Messa solenne non come un evento di chiusura del pellegrinaggio, bensì come un invio, e ha poi invitato tutti a scendere dalla collina con l’audacia dei fondatori, per proclamare che Cristo è vivo.

La testimonianza di Suor Clémentine

Tra le numerose testimonianze raccolte durante la giornata, quella di Suor Clémentine Remadji Narangar, suora NSA proveniente dal Ciad, ha suscitato particolare commozione tra i presenti. In visita per la prima volta ai luoghi di fondazione della SMA e dell’NSA, ha confidato la sua gioia per aver visto con i propri occhi come tutto ebbe inizio. Ha poi espresso la sua gratitudine verso  coloro che, giorno e notte, hanno lavorato instancabilmente per preparare questo giubileo.

Interrogata sulla presenza della SMA nel suo Paese – il Ciad, dove i Padri SMA non sono ancora presenti – Suor Clémentine non ha nascosto la sua speranza: “Spero di averli presto”, ha confidato, aggiungendo che le suore dell’NSA già presenti in Ciad stanno preparando il terreno per il futuro arrivo dei Padri. Secondo lei, sono già in fase di allestimento due sedi e la presenza dell’NSA in Ciad potrebbe proprio spianare la strada a quella dei confratelli della SMA, affinché la missione possa proseguire insieme nel Paese.

Questo desiderio risuona come una concreta estensione dell’invito del vescovo Cartateguy a vivere la missione “insieme”, un filo conduttore che ha attraversato tutta la giornata, tra la gratitudine per l’eredità ricevuta e la spinta verso nuovi territori da evangelizzare.

Gratitudine, rinnovamento e speranza

Altre voci si sono unite a quella di Suor Clémentine nell’esprimere questa stessa unione di gratitudine e speranza. Suor Julienne Adogboe, NSA, originaria del Togo e attualmente in servizio in Francia, si è detta felice di aver potuto partecipare a questo pellegrinaggio giubilare e ha espresso l’auspicio che lo Spirito continui a ispirare vocazioni per entrambi gli istituti.

Suor Françoise Fri Abena ha sottolineato la dimensione spirituale della giornata: camminare sulle orme del Vescovo de Brésillac e di p. Planque, ha spiegato, significa tornare alla fonte per meglio ripartire, in un momento in cui il mondo si aspetta ancora molto dagli istituti missionari.

Infine, padre Michael Adebote, sacerdote della SMA originario della Nigeria e attualmente in servizio nella diocesi di Portland, nel Maine (USA), ha offerto una testimonianza profondamente toccante. Battezzato, avendo ricevuto la Prima Comunione e ordinato sacerdote da sacerdoti della SMA, ha espresso un profondo senso di gratitudine verso la Società per tutto ciò che ha contribuito a dare all’Africa e agli africani. Ha elogiato il cammino intrapreso in oltre 170 anni – da un sogno d’infanzia alla presenza globale odierna, portata avanti da numerose suore e sacerdoti africani che operano in ogni continente – ed ha espresso la sua fiducia nel futuro: la fiaccola, ha affermato, è ormai nelle mani di una nuova generazione di “missionari senza frontiere”, chiamati a proseguire l’annuncio della Buona Novella in Africa, dall’Africa e con l’Africa.

Si conclude così, a Fourvière, il pellegrinaggio in Francia per il triplice giubileo della SMA e di Nostra Signora degli Apostoli: una tappa vissuta come un ritorno alle proprie fonti, ma soprattutto come un nuovo invio in missione, tra gratitudine per il passato e speranza di terre ancora da seminare – a cominciare, forse presto, dal Ciad. La chiusura ufficiale del triplice giubileo avrà luogo l’8 dicembre 2026.

SMA International