Nato in una famiglia di agricoltori nel 1947, lo scrittore Charles Mungoshi è cresciuto nella zona di Chivhu, in Zimbabwe.
Con il suo apporto innovativo ha rivoluzionato la letteratura del suo Paese.
Dopo aver terminato gli studi, ha lavorato presso la Forestry Commission prima di passare a Textbook Sales. Dal 1975 al 1981 ha lavorato come redattore presso il Literature Bureau e, per i successivi cinque anni, presso la Zimbabwe Publishing House.
Tra il 1985 e il 1987 è stato Writer in residence presso l’Università dello Zimbabwe e, da allora, ha lavorato come scrittore freelance, sceneggiatore e editor.
Il suo repertorio è vasto e spazia dagli scritti anti-coloniali ai libri per bambini.
Charles Mungoshi è stato un autore bilingue, scrivendo romanzi e racconti sia in inglese che in lingua shona, la principale lingua dello Zimbabwe insieme al ndebele.
A soli 23 anni, nel 1970, pubblica il primo romanzo in shona, Makunun’unu maodzamwoyo, Disperazione struggente, e due anni dopo una raccolta di racconti in inglese, Coming of the dry season, in cui già mostra il suo talento straordinario. Da allora continua a pubblicare nelle due lingue, cimentandosi in veri generi: romanzo, racconto breve, poesia e teatro. Si ispira a Hemingway e Chechov, ed è molto critico verso i suoi colleghi tradizionalisti (cfr. Elena Bertoncini Zubkova’, La nascita del romanzo shona, in Africana, pp. 9-20, 1994).

Diventa una figura chiave nel Rhodesia literature bureau, promuovendo la letteratura nazionale in lingua shona e facendo da mentore a scrittori emergenti.
Ha pubblicato due raccolte di storie per bambini, Stories from a shona childhood e One day long ago (Baobab Books, 1989 e 1991), la prima gli è valsa il Premio Noma.
Ha inoltre scritto poesie, che considerava come semplici esercizi di stile, pubblicando la raccolta The milkman doesn’t only deliver Milk (Baobab Books, 1998).
Ha vinto due volte il Commonwealth Writers Prize (regione Africa), nel 1988 e nel 1998, per due raccolte di racconti: The setting sun and the rolling world (Heinemann, 1987) e Walking still (Baobab Books, 1997).
Due dei suoi romanzi, Waiting for the rain (Heinemann 1975) e, in lingua shona, Ndiko kupindana kwa mazuva (Mambo Press, 1975), hanno ricevuto l’ International PEN Awards.
Un suo altro romanzo scritto in lingua shona, Kunyarara hakusi kutaura, ha vinto diversi premi e con l’opera teatrale Inongova njakenjake, ha dimostrato la sua versatilità come scrittore.
Nel 2014 ha vinto, con il romanzo Branching streams flow in the dark, il National arts merit award .
I lavori di Mungoshi riflettono spesso le lotte di personaggi che si muovono in un panorama culturale in mutamento, incarnando le complessità delle realtà sociali dello Zimbabwe, in particolare all’indomani dell’Indipendenza.
Con la nascita dello Zimbabwe nel 1980, la statura di Mungoshi cresce grazie proprio alla pubblicazione di poesie e storie per bambini, nelle quali non auspica un ritorno alla tradizione, ma piuttosto a se stessi. I suoi contributi letterari, sia in shona che in inglese, raccontano di crisi familiari e ricerca di identità .
Sposato con l’attrice Jesesi Mungoshi, protagonista del film zimbabwese di grande successo, Neria (scritto da Tsitsi Dangarembga e diretto nel 1993 da Godwin Mawuru), ha lui stesso partecipato ad alcune serie drammatiche locali tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90, recitando nel dramma Ndabvezera, prodotto da Aaron Chiundura Moyo.
Ha ricevuto una laurea honoris causa dall’Università dello Zimbabwe.
Si è spento ad Harare nel 2019.
A cura di Ludovica Piombino
Biblioteca africana Borghero
