Il nuovo Superiore Generale SMA, P. du Penhoat condivide la sua prospettiva sulle sfide che la Chiesa e la SMA si trovano ad affrontare, offrendo saggezza e una visione guidata dalla Speranza.

Nel corso della XXII Assemblea Generale della SMA è stato eletto Superiore Generale il Reverendo Padre François Marie Hervé du Penhoat. Prima di questa sua carica, P. du Penhoat è stato Superiore Provinciale di Lione.

Avendo prestato servizio in Francia, Spagna e Benin, il suo lavoro si è espresso attraverso non solo competenze amministrative. La sua è stata ed è una testimonianza di ciò che significa vivere come missionari nel mondo di oggi. In una recente intervista, P. François ha condiviso la sua prospettiva sulle sfide che la Chiesa e la SMA si trovano ad affrontare, a cominciare dalla crisi delle vocazioni, in particolare in Occidente.

La crisi vocazionale è sintomo di una crisi più profonda: quella della fede”, afferma. Secondo lui, la moderna società europea ha spesso perso di vista la fame spirituale che alimenta l’impegno religioso. Ma rimane fiducioso: “Non è la prima volta che la Chiesa attraversa una crisi simile”. Sottolinea come la presenza di confratelli africani in Europa possa infondere nuova vita nel deserto religioso.

La loro spiritualità è una testimonianza vivificante. “Sentono la presenza di Dio intorno a loro”, osserva, suggerendo che il movimento missionario oggi deve essere uno scambio bidirezionale.

Per P. du Penhoat, nessuna strategia pastorale può sostituire il fondamento della vita missionaria: “Possiamo padroneggiare tutte le tecniche di proclamazione del Vangelo, ma senza la ricerca della santità, tutto è vano”. Forte in lui è questa convinzione: l’evangelizzazione non è un compito, ma una vocazione che deve trasformare il missionario dall’interno.

Il suo stesso percorso ne è testimonianza. Da giovane missionario, si rivolgeva a Dio nei momenti di confusione o sofferenza, scoprendo una forza segreta nel mettere la sua giornata nelle Sue mani. Col tempo, questa è diventata un’abitudine mattutina: affidare a Dio i compiti della giornata. Questa fede nella divina Provvidenza, vissuta quotidianamente, ha guidato la sua vita.

Sottolinea inoltre come vivere umilmente, da straniero in una cultura diversa, possa trasformare la spiritualità. “È ascoltando, lasciandosi commuovere, che il missionario permette allo Spirito Santo di operare attraverso di lui”. Per lui, la missione è una testimonianza, un’incarnazione della presenza di Dio.

Infine, vede il missionario come un “discepolo in formazione”, costantemente plasmato dal Vangelo che annuncia.

La santità non è la perfezione, ma l’offerta di sé a Dio e agli altri nella verità, umiltà e amore”.

Traduzione e adattamento di un Articolo pubblicato in SMA International