Il Regno del Benin (da non confondersi con il moderno Stato del Benin) venne fondato dal popolo Edo in un’area, dominata da foreste, dell’Africa occidentale, attorno al 1200 d.C. I suoi confini rientrerebbero nel territorio dell’attuale Nigeria meridionale.

Il regno raggiunse il massimo potere e la massima estensione sotto l’Oba (termine che indica il “re”) Ewuare il Grande. Egli ampliò il regno e trasformò la capitale, l’attuale Benin City, in una splendida città fortificata, circondata da imponenti mura.

Ciò che contraddistingueva questo Regno non fu solo la moderna struttura politico-amministrativa, ma anche l’impronta culturale dominante. Sono infatti famosi i manufatti in bronzo e avorio realizzati dagli artigiani locali.

Queste espressioni artistiche erano soprattutto un mezzo per celebrare e legittimare il potere del sovrano e per onorarne gli antenati.

Le sculture sono definite dagli esperti “perfette”, talmente riescono a rappresentare in modo minuzioso anche piccoli dettagli, come le pieghe degli abiti.  Gli scultori erano capaci di realizzare in maniera eccelsa placche, effigi di regine e dignitari, teste, cavalieri e altre svariate opere.

Gli artigiani Edo erano abili anche nel lavorare il rame, il ferro e il legno. Pregevoli sono poi i lavori tessili e del vetro, questi ultimi esaltati anche da Cheikh Anta Diop, il quale sottolineò come gli artigiani si fossero raggruppati in vere e proprie corporazioni.

La grandezza culturale andava di pari passo a quella politica e militare. Infatti, dal XV secolo il regno del Benin divenne molto influente nell’Africa occidentale.

Con la “spartizione dell’Africa”, anche il regno del Benin subì profonde modifiche. L’arrivo dei coloni europei sconvolse l’area. In particolare, i britannici avviarono azioni per controllare il commercio e il territorio dell’Africa occidentale.

Avvantaggiati dalle diatribe interne alla corte reale del regno del Benin, gli inglesi mossero una spedizione punitiva contro gli Edo, colpevoli di essersi difesi dalla conquista e dal saccheggio della loro terra. L’anno terribilis fu il 1897.

La capitale venne incendiata e il regno fu in seguito annesso all’allora Nigeria britannica. Fu così che il grande regno del Benin perse il proprio prestigio e la propria autorità. In realtà, non tutto andò perduto.

Ancora oggi, l’Oba svolge a Benin City il ruolo di consigliere governativo.

L’invasione degli inglesi nel 1897, oltre a provocare la destrutturazione del Regno degli Edo, fu l’occasione per gli europei di spogliare quel popolo del loro patrimonio culturale.

I britannici  portarono in Europa pregevoli opere degli artisti locali come bottino di guerra.

Migliaia di sculture e di altri oggetti preziosi vennero rinchiusi e poi esposti in vari musei, come il British Museum e il museo di Leida, nei Paesi Bassi.

Ma il passato a volte ritorna e fa cambiare direzione alla storia.

Oltre cento opere d’arte trafugate alla fine del XIX secolo sono tornate a casa, in Nigeria.

Si tratta dei famosi Bronzi del Benin –  statuette, targhe commemorative, ornamenti reali e campane rituali – depredate dal Regno del Benin nel 1897 a seguito della già ricordata spedizione militare britannica.

Questa importante restituzione è stata possibile grazie alle richieste della Commissione Nazionale Nigeriana per i Musei e i Monumenti.

Il Ministro nigeriano dell’Arte, della Cultura, del Turismo e dell’Economia Creativa, Hannatu Musawa, ha commentato questo risultato dicendo che:

“Non si tratta solo della restituzione di oggetti, ma del ripristino della nostra dignità, della nostra identità, della nostra comune umanità”.

È intervenuta anche la Principessa Iku Ewuare-Aimiuwu, figlia maggiore dell’attuale Oba del Benin, sottolineando come il ritorno di questi manufatti incarni “la forza del popolo, la resilienza della famiglia reale e l’eredità delle lotte combattute dai nostri antenati”.

Come abbiamo già evidenziato in un precedente articolo, è da decenni che è attivo in Africa un movimento (collegato anche alla diaspora africana) per la rivalutazione e il recupero del patrimonio acquisito durante il periodo coloniale.

E sulla scia delle varie restituzioni delle opere d’arte, proprio a Benin City, è già pronto il progetto del Museo Edo dedicato all’arte dell’Africa occidentale, a firma del popolare architetto David Adjaye.

L’intento è quello di “riscoprire la storia dell’antico regno del Benin”, e di ospitare, finalmente, tutte le opere d’arte ad esso collegate e trafugate dai colonizzatori.

a cura di Silvia C. Turrin