Il Sudafrica è un caleidoscopio di etnie e idiomi (11 le lingue ufficiali). Non è un caso che venga anche chiamata la “rainbow nation”, la nazione arcobaleno, incastonata come una perla nella zona Australe del continente africano.
Le primordiali ricchezze di questo giovane Stato – la cui democrazia è nata solo nel 1994, quando Nelson Mandela è divenuto primo presidente eletto liberamente dal popolo – è rappresentata dalla sua varietà sia culturale, sia paesaggistica.
In un territorio quattro volte più esteso dell’Italia, suddiviso in nove Province, vivono oltre 60 milioni di persone. Un crogiolo di volti uniti dallo stesso desiderio di mantenere in vita le loro diverse tradizioni, guardando comunque al futuro.
Uno dei percorsi della “rainbow nation” più suggestivi dal punto di vista paesaggistico è la Garden Route, la cui porta d’accesso è Port Elizabeth, situata all’estremità ovest di Algoa Bay. Questa cittadina, chiamata in Xhosa iBhayi, fa parte della metropoli detta Nelson Mandela Bay, e vanta spiagge pulite, sicure e attrezzate per soddisfare i desideri di piccoli e grandi. Qui merita una visita St. George’s Park, il giardino più antico della città, la cui serra conserva diverse specie di orchidee, molte delle quali rare. Diverse le chiese cittadine, tra cui St Philips e quella della Santissima Trinità.
Perfette per fare lunghe passeggiate sono Hobie Beach e Summerstrand. Da non perdere anche Schoenmakerskop, località immersa in uno scenario incantevole, dove si alternano tratti di scogliera e spiagge di sabbia. Altro luogo da non lasciarsi sfuggire è la vicina Sardinia Bay, dove si ammira il lato selvaggio e quasi incontaminato di quest’area.
A Port Elizabeth vale la pena fare una tappa al Nelson Mandela Metropolitan Art Museum, dove si ammirano mostre itineranti e una collezione di arte contemporanea dedicata non solo al Sudafrica, ma anche all’arte britannica e a quella orientale, con miniature indiane e tessuti cinesi.
Da Port Elizabeth si inizia dunque a percorrere la nota Garden Route, strada panoramica racchiusa tra la zona montana e il litorale bagnato dall’Oceano Indiano. Lungo il tragitto, una delle tappe che suggeriamo è il Parco Tsitsikamma, situato tra la cittadina di Knysna e Humansdorp, il cui nome deriva dalla catena montuosa che da un alto lo delimita. La zona è caratterizzata da foreste rigogliose, numerosi corsi d’acqua e suggestive scogliere che a tratti digradano a strapiombo nelle acque oceaniche. Il parco è il tranquillo habitat per babbuini, cercopitechi, lontre, leopardi e al largo della costa balene e delfini.
Proseguendo in direzione di Mossel Bay, ci si immerge in altri luoghi dove la natura domina incontrastata, come l’area lacustre nazionale di Knysna, la riserva di Goukamma e il Parco nazionale dei Laghi Wilderness, ecosistemi accomunati da un intricato labirinto di laghi e lagune.
Dopo aver percorso la Garden Route da Storms River Mouth e Mossel Bay, si prosegue in direzione di Cape Town, città cosmopolita, incastonata al centro di un’ampia baia, in cui svetta la Table Mountain (alta poco più di mille metri). Dalla cima di questo monte, raggiungibile con una funivia, si scorgono in lontananza il Capo di Buona Speranza, punta estrema di una riserva naturale ricca di un’incredibile varietà di specie floreali, tra cui la protea, fiore-simbolo del Sudafrica.
Al largo di Cape Town, si scorge anche Robben Island, dichiarata monumento nazionale per le vicende che l’hanno attraversata, in particolare durante il regime di apartheid. L’isola dopo essere stata manicomio e poi ancora lebbrosario, è divenuta centro di detenzione, dove è stato incarcerato in una delle tante anguste celle Nelson Mandela. Centinaia e centinaia di oppositori politici sono stati imprigionati in questo piccolo, ma altamente significativo lembo di terra che, più di tanti altri luoghi, merita una visita per capire e non dimenticare l’oppressione di un Paese in cui popoli diversi ora si uniscono per dare origine a una comune, multietnica identità.
Silvia C. Turrin