Sin dalla nascita, l’intera missione della SMA è innestata al dono della Speranza. Una tale spiritualità è vissuta almeno in tre livelli della Società: nella vita del Fondatore, nella vita missionaria e nelle preghiere della SMA.
Il primo livello di espressione della spiritualità della speranza della SMA va ricercata nella vita dello stesso Venerabile Melchior de Marion Brésillac. In un sermone pronunciato, in favore dell’Opera della Propagazione della Fede del 1838 nella cappella del Seminario minore di Carcassonne, l’allora giovane prete de Marion Brésillac disse: “il più grande onore che noi possiamo rendere a Dio, la più grande gloria che gli possiamo procurare, noi deboli creature, la più grande testimonianza del nostro amore per lui, è di lavorare alla salvezza dei nostri fratelli e sorelle”.
Giustamente, perché egli credeva che Dio, come anche la Chiesa, ha, non soltanto, un progetto di salvezza per suoi figli, ma soprattutto, un desiderio insaziabile di volerli “radunare sotto le sue ali” come fa una gallina per i suoi pulcini. Ogni singolo incontro era per lui una porta aperta alla speranza del Regno. Scrisse ad Angélique Blanchet: “La sua amicizia mi è stata preziosa, il suo germe fu gettato sulla polvere dei Santi a Roma, ed è diventata tanto grande attraverso le buone opere, nonché per la nostra crescita spirituale” (Lione, 5 marzo 1857).
Il nostro Fondatore sognando di dare alla luce un nuovo modo missionario, più autentico di fronteggiare il sistema delle caste in India, s’interrogò: “Non è forse anche per gli Indiani che Gesù ha proclamato il suo Vangelo intero?” (Carumattampatty, ottore 1853). Percepiva già nel Dahomey tutte le Chiese che ci sono oggi.
Il secondo livello ove si manifesta la spiritualità della speranza nella SMA è la vita missionaria dei suoi membri. L’impegno pastorale quotidiano dei missionari SMA esprime chiaramente un profondo spirito di fiducioso cammino interiore fuori dal comune. Esso si esprime, non con una mera attività frenetica, ma con una fede semplicemente viva, la cui radice viene dall’incontro personale con il Cristo Signore.
Le virtù caratteristiche di un missionario SMA sono, tra l’altro, la semplicità, la gioia, l’apertura, il coraggio, la passione da cui sgorga lo zelo. La semplicità crea l’atmosfera della contemplazione attiva, l’apertura gioiosa fornisce gli elementi del discernimento mentre il coraggio dispone lo zelo che porta l’essere appassionato del Regno di Dio. Perciò nelle varie realtà della missione (in Niger, in Costa d’Avorio, o in Centrafrica, ecc.), i missionari non hanno paura di andare a fare la loro tenda nelle periferie, di entrare nelle culture, di muoversi tra le comunità dei luoghi più remoti, a volte, mai o poco frequentati, dove, la gente abbandonata a se stessa, non ha risposte ai bisogni basilari della vita. La quasi totalità delle missioni SMA in Africa nasce da questi villaggi disperati, ove i missionari, con la fiamma della speranza nel cuore intravvedono già la Chiesa di Dio. Una Chiesa di piccoli e di poveri.
Il terzo livello è la preghiera. Le preghiere nelle Comunità SMA sono famose nell’essere semplici. Possono talvolta sconvolgere chi non vi è abituato. A proposito, una battuta molto diffusa fra i confratelli dice: “La liturgia non è il punto forte della SMA”. Anziché un limite, questo detto rivela una realtà più profonda che costituisce il nucleo dell’identità specifica dello spirito missionario della SMA: andare alla cosa più essenziale, ovvero, non lasciarsi trascinare dal formalismo religioso (o rubricista), che non vuol dire trascurare la sacralità della preghiera. Anzi, la spiritualità SMA della speranza sa cogliere e offrire la presenza del Divino nelle cose più semplici della vita ordinaria. È proprio una “ars orandi” che si impara nell’ascolto della Spirito Santo e della Parola di Dio e mediante la contemplazione attiva, ovvero la contemplazione nell’azione. Sono rimasto colpito dalla preghiera creativa a cui siamo stati iniziati nell’Anno Spirituale Internazionale a Calavi (Bénin). Essa apre l’attenzione del cuore ai segni dei tempi, nutrimento della speranza.
P. Dieu-Donné Dissou
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