
Feriole è stata l’ultima tappa dell’intenso cammino missionario di Padre Gino Sanavio. I suoi confratelli della SMA e le suore NSA, condividono alcuni loro ricordi raccolti “a caldo” subito dopo le toccanti esequie.
Anselmo: Ho conosciuto padre Gino negli ultimi anni della sua vita quando la malattia cominciava a farsi sempre più visibile. Custodisco nel cuore i suoi occhi azzurri furbi e le sue mimiche teatrali, di chi sa comunicare anche senza dire una parola. Mi ha sempre colpito la sua determinazione nel vivere le difficoltà della vita, il suo carattere gioviale e al tempo stesso schietto, diretto, senza peli sulla lingua.
Caro Gino, mi piace ricordarti nel tuo angoletto in cappella, a fianco del tuo amico Nello, missionari dal profondo del cuore, così diversi e così uniti.
P. Renzo: Un aspetto forse poco conosciuto di p. Gino è l’interesse rivolto verso la storia della SMA e dei Padri SMA. Questo interesse unito alla passione tutta giornalistica di fare interviste lo ha portato a tradurre per esempio diverse lettere di P. Carlo Zappa e di immaginare un’intervista a lui in dieci domande.
Questa curiosità storica era poi messa a servizio di tanti suoi corti filmati sulla SMA che presentavano in maniera breve ma precisa la storia del nostro Istituto.
Suor Mary: Padre Gino amava profondamente il suo Istituto missionario, che considerava una famiglia da custodire e servire con dedizione. Nei momenti conviviali sapeva creare vicinanza e buonumore. Era legato alle sue origini e alle persone che avevano segnato il suo cammino; portava con sé una memoria affettuosa e riconoscente. Verso i suoi confratelli e verso le sorelle NSA di altri paesi, si è sempre dimostrato pieno di attenzioni e premuroso. La sua fedeltà – discreta, concreta, quotidiana – parlava più di tante parole. La sua presenza ricca di umorismo rimane per noi un dono prezioso, che continua a farci sorridere. Ciao p. Gino
P. François: “Le anime dei giusti sono nelle mani di Dio, nessun tormento le toccherà“.
Padre Gino, ti ho conosciuto come un uomo forte nonostante la fragilità fisica, un uomo di poche parole ma di grande esempio, onesto e retto… Ricordo le tue ultime parole in francese dette a me e a p. Nello quando siamo venuti a salutarti: “Voici mes amis, ils sont arrivés mes amis…” Davvero, noi, i tuoi amici, ti portiamo nei nostri cuori e nelle nostre preghiere.
Riposa in pace.
P. Lionello: Un giorno, in visita a p. Gino, l’infermiere principale che lo curava mi ha chiesto se ero suo fratello ed ho risposto che ero di più: “Sono un confratello” ed ho spiegato cosa comportava per noi che abbiamo deciso con “giuramento perpetuo” di entrare nella SMA comunità missionaria: abbiamo preso l’impegno di vivere sempre “in comunione” con chi ha fatto la stessa scelta.
P. Dario: Allegro, scherzoso, sempre con la battuta pronta e gli occhi furbi. Così io ricordo p. Gino; proprio come l’avevo conosciuto in Costa d’Avorio, durante l’incontro annuale dei padri italiani. Sapeva tenere allegra l’intera compagnia fino a tarda ora: un vero ricostituente per chi si sentiva stanco o scoraggiato. L’ho ritrovato qui a Feriole, al mio ritorno in Italia, e mi faceva male vederlo sofferente e impossibilitato nei movimenti. Ma gli occhi scaltri e la battuta sagace erano ancora quelli. E ora che è partito, mi piace pensarlo così: allegro e scherzoso, in compagnia di Bardelli, Ubbiali, Finotti… e tutti gli altri padri che ci aspettano in cielo. Chissà che festa!
P. Leopoldo: Carissimo Gino, porto nella cuore gli ultimi incontri passati assieme all’OPSA. Mi ha colpito il tuo desiderio di sentirti ancora parte viva con noi anche quando non riuscivi più ad esprimerti con le parole. Il cuore e il desiderio che portavi dentro mi hanno fatto toccare con mano quanto tenevi ed eri attaccato alla tua comunità di Feriole e alla SMA.
Ho due piccoli ricordi del tuo passato lontano: c’erano due cose che ti stavano a cuore, tuo nipote Matteo quando stava facendo il suo percorso per entrare nella polizia e l’animazione al tuo paese. C’è sempre stata una grande sintonia, interesse e passione fra te e la tua comunità di Villadose. E poi non posso dimenticare lo sforzo fatto quando la salute e le forze non ti hanno più permesso di ripartire in Africa: non ti sei rassegnato ma hai saputo trovare mezzi e spazi per continuare a testimoniare la tua passione per la missione e l’Africa: incontri con i ragazzi, i cresimandi e i video che raccontano di noi. Grazie Gino per il tuo sorriso, il tuo umorismo e il tuo interesse per ciascuno di noi.
La Comunità SMA-NSA di Feriole
