In Koli Jean Bofanè è uno scrittore congolese, nato a Mbandaka nel 1954. È cresciuto principalmente nella piantagione di caffè del patrigno. Dopo l’indipendenza, nel 1960, è costretto a lasciare il paese per motivi di sicurezza, ma ritorna in Congo molte volte durante la sua adolescenza. Negli anni ‘90 si trasferisce a Kinshasa, lavora nella pubblicità e fonda una casa editrice di fumetti. Nella sua carriera ha scritto due libri per bambini: Pourquoi le lion n’est plus le roi des animaux (Gallimard, 1996), incentrato sulla dittatura che ha afflitto per decenni il suo paese, e Bibi et les canards (Gallimard 2000), sul tema dell’emigrazione.
Com’è solito affermare lui stesso, è la politica il grande interesse della sua scrittura.
Il suo primo romanzo, Matematica congolese (66th and 2nd, 2014), un racconto tra noir e fantapolitica, ha vinto il Grand prix littéraire d’Afrique noir nel 2008 e il Prix Jean Muno nel 2009. Con il romanzo Congo Inc. ll testamento di Bismarck (66th and 2nd, 2015), una satira sugli effetti del colonialismo in Africa (a partire proprio dal sottotitolo, il testamento di Bismarck), ha vinto il Prix des cinq continents de la francophonie:
” Isookanga, di etnia ekonda, volgarmente detto pigmeo, protagonista di Congo Inc., è dominato da un’ incrollabile fiducia nel futuro, quella nella tecnologia occidentale. Distruttiva e rapace, capace di rapportarsi al Congo e agli altri paesi africani solo come territori da cui ottenere, a qualsiasi costo, quei minerali senza i quali nulla potrebbe più funzionare al giorno d’oggi. Originario di un piccolo villaggio , nel cuore della foresta pluviale, il giovane, ormai non più adolescente e prossimo a sostituire il nonno nelle funzioni di capo.
Non circonciso, ha problemi con le relazioni femminili, e né alto né basso ha difficoltà con tutti: i suoi compaesani lo guardano con sospetto e gli altri congolesi lo indicano come uno strano pigmeo. Dal canto suo, il giovane ekonda prende ad odiare la foresta, gli alberi, gli animali e la caccia e si innamora della tecnologia e dei computer.
Isooganka si perde dietro un gioco virtuale, una sorta di spietato Risiko, in cui indossando i panni di Congo Bololo, ingaggia una partita di sangue e rapina, che ha come scopo l’accaparramento di oro, diamanti, petrolio e soprattutto coltan, indispensabili per le comunicazioni dei telefonini, satellitari, aerei e computer. Imparando le regole, anzi la deregulation di un capitalismo cannibale e internazionale si proclama mondialista e opera, nel suo piccolo, per introdursi nel mondo degli affari, ricorrendo a slide, grafici, indagini di consumo, tutto grazie a internet”.
Fra tante vicende, In Koli mette in scena una straordinaria e contemporanea commedia dell’arte congolese, dove i vari protagonisti corrispondono a caratteri ben precisi e stereotipati, alcuni già presenti nel romanzo Matematica congolese: un’antropologa (piena di stereotipi sugli africani), la missione Onu e i suoi traffici, lo scaltro fondatore di una delle tante Chiese della prosperità, le inattese vicissitudini del cinese, lo zio di Isoo, capovillaggio tradizionalista ma molto meno fuori del mondo di quanto non verrebbe da credere.
Nel 2025 ha pubblicato per le Editions Denoël, il romanzo Nation cannibale, non ancora tradotto in italiano.
In Koli Jean Bofanè, vive in esilio in Belgio dal 1994.
A cura di Maria Ludovica Piombino,
Biblioteca africana Borghero