Mi immagino il percorso di un missionario come un albero, dove le radici sono la formazione, il tronco la vita in missione che si snoda nei rami che simboleggiano le azioni quotidiane compiute, i pensieri, ecc.

I frutti, invece, li immagino come il dono che questo percorso concede e permette. Sono tornato recentemente dal viaggio in Angola dove ho avuto l’opportunità di visitare tre missioni, in due delle quali (Bom Pastor e Sagrada Familia) sono presenti i nostri padri SMA italiani (vedi articolo pag. 2 di Luca Dabove). Nella missione di Nambuangongo, però, oggetto del progetto di luce di Natale per l’installazione dei pannelli solari tramite il progetto SV132 della Fondazione SMA Solidale, mi ha colpito particolarmente la presenza di due padri SMA originari della Nigeria: p. Jacob, parroco di Nambuangongo di circa 45 anni e p. John di circa 30 anni.

La loro presenza in Angola e nella missione di Nambuangongo è straordinaria e davvero preziosa per gli abitanti del villaggio e dei villaggi circostanti dove vivono circa 60.000 persone in tutto. Anzitutto, portano la gioia e l’annuncio di Cristo, inoltre con la loro presenza delicata e decisiva accompagnano il popolo nella vita e nelle sfide quotidiane: i bisogni sono enormi e di tutti i tipi, dall’acqua potabile alla luce, dalle cure mediche all’istruzione, dalla malnutrizione alle strade difficilmente percorribili (soprattutto nel periodo delle piogge). Il loro lavoro è molto prezioso e la loro determinazione è davvero instancabile. La presenza in missione di p. Jacob e di p. John è frutto anche della loro precedente formazione missionaria all’interno della grande famiglia SMA, che è stata resa possibile anche grazie al sostegno che questo Istituto missionario garantisce ai padri africani e alle missioni di prima evangelizzazione (la Fondazione SMA Solidale garantisce questo costante sostegno attraverso il progetto F001 – Formazione e sostegno ai giovani missionari SMA).  Infatti, la loro vita missionaria è cominciata molti anni fa, prima con la vocazione e poi con gli anni di formazione che tutti i seminaristi SMA seguono, dallo studio della filosofia, all’anno di spiritualità, agli anni di teologia e poi il giuramento per far parte di questa comunità di vita apostolica, all’ordinazione sacerdotale e all’invio nelle missioni per annunciare Gesù Cristo con gesti di carità che seguono l’annuncio stesso.

P. Jacob e p. John, così come la loro presenza a Nambuangongo e la loro dedizione totale come missionari, sono frutto della formazione e dell’“investimento umano” che ogni anno viene fatto per sostenere la formazione dei giovani missionari e le missioni di prima evangelizzazione.

Ma i frutti della formazione si vedono anche nella possibilità che i bambini frequentino una scuola anziché stare in strada; che una ragazza possa trovare accoglienza in un dispensario per ricevere le cure mediche che altrimenti non avrebbe; che una comunità intera si possa riunire tutti i giorni intorno all’altare a celebrare con gioia la S. Messa e conoscere Cristo salvatore del mondo; che un buon numero di famiglie possa avere acqua potabile grazie ad una cisterna ed una pompa; che ci possa essere luce in una casa o in una scuola; che una mamma possa dare da mangiare ai propri figli grazie ad un lavoro stabile all’interno della missione e così tanti altri.

Tutti questi sono alcuni dei frutti che iniziano con il percorso di formazione dei missionari. Magari non ci sembra possibile o credibile tutto ciò, ma chi c’è appena stato e ha visto può testimoniare che è tutto vero: senza la necessaria formazione e senza la conseguente presenza dei missionari, non avremmo probabilmente potuto assaggiare questi frutti gustosi e saporiti.

All’interno della SMA ci sono molti altri “p. Jacob” e molti “p. John” in tanti paesi, cioè tanti altri giovani che hanno seguito un percorso di formazione e di consacrazione e che sono oggi missionari attivi nei luoghi di prima evangelizzazione, portando il Vangelo e compiendo tutti i giorni gesti e azioni in favore di chi ha più bisogno. Tutto questo è reso possibile sia grazie alla vocazione e alla disponibilità di alcune persone di rispondere “SI” dedicando la loro vita al Signore e alle missioni, sia a chi ha contribuito e contribuisce a sostenere spiritualmente e materialmente questo meraviglioso progetto.

Mi auguro di poter rivivere e vedere con i miei occhi tanti altri frutti di semplice e straordinaria umanità derivanti dalla formazione dei giovani missionari SMA che si consacrano dal “profondo del cuore” all’annuncio del Vangelo, come scriveva il loro fondatore Monsignor De Brésillac.

Gianluca Tardivelli


L’Articolo è pubblicato anche su SMA Notizie

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