L’unico autore africano di lingua spagnola tradotto in italiano, è Donato Ndongo, scrittore e giornalista della Guinea equatoriale. Nato nel 1950, è senza dubbio uno dei più interessanti autori africani. Costretto a lasciare l’Africa a causa della sua opposizione al governo di Teodoro Obiang, dal 1994  vive in Spagna.

Ha pubblicato diversi romanzi molto apprezzati dalla critica internazionale e ha diretto per molti anni il Centro di Studi Africani dell’Università di Murcia e il prestigioso Collegio di nostra Signora d’Africa di Madrid.  E’ stato visiting professor in diverse università degli Stati Uniti.

È autore dei romanzi Las tinieblas de tu memoria negra (Le tenebre della tua memoria nera), El metro e Los poderes de la tempestad (I poteri della tempesta), tutti pubblicati in spagnolo da Edicions El Cobre.

Collabora con i periodici Mundo negro e Boletin de cultura afrohispana e numerosi suoi lavori su temi storici, culturali e politici sono apparsi sulla stampa spagnola e straniera.

È considerato il fondatore della letteratura africana in lingua spagnola, ed è stato  insignito del premio 3 Orillas per la costante attività di divulgazione critica della cultura africana di contestazione. Alla consegna del premio Canario, uno  dei molti riconoscimenti, ha  denuncito come “la conquista della sovranità nazionale non ha coinciso mai con la reale libertà dei popoli africani, e che in Africa – ancora oggi – non esiste un solo paese realmente indipendente.

In italiano è stato tradotto  Il metrò (editrice Gorée, collana diritti e rovesci, 2010) :

Lambert Obama Ondo, membro del clan degli yendjok, si sforzava di affermare e mantenere viva la sua africanità in ogni luogo e circostanza. Ma non poteva evitare di sorprendersi ogni volta che scendeva verso la metropolitana: gli pareva di trasformarsi in un essere strano, metà animale e metà umano, una specie di gigantesco grombif che ad ogni imbrunire cercava la sua tana nei cunicoli sotterranei della grande città.

Nella sua fuga dalla campagna dove è nato, verso la città, Lambert Obama Ondo prende coscienza dell’assenza di prospettive in un paese governato da una classe politica arrogante e corrotta, e comincia a sognare l’Europa. Lo attende una drammatica odissea per mare, fino all’incontro-scontro con la società dei bianchi, tra alienazione e speranze di integrazione in un affresco vivo e coinvolgente dell’Africa post-coloniale e contemporanea.

Il romanzo è un perfetto esempio del cambiamento di narrazione. La scrittura si orienta verso l‘ambientazione urbana, passano in secondo piano il villaggio e il lavoro nei campi, la vita scandita dai ritmi naturali del giorno e delle stagioni, la descrizione degli usi e costumi, dei riti degli antenati che tanta parte avevano occupato nel periodo delle indipendenze.

Gli scrittori come Ndongo si confrontano con i nuovi miti della globalizzazione, dell’arricchimento individuale. I giovani si sono accorti di contare poco come individui e lottano per il successo personale piuttosto che per la società nel suo complesso, non credendo più al rinnovamento e alle promesse delle élite politiche. In questo contesto si inseriscono l’enorme sviluppo delle lotterie, delle truffe online e la criminalità organizzata che canalizza le energie giovanili nella delinquenza o nei viaggi della speranza verso l’eldorado occidentale.

Il viaggio per mare diventa una sorta di nuovo rito d’iniziazione per i giovani che, alla fine del percorso sono costretti a confrontarsi con la realtà europea, assai più dura e ben distante dai miti che si vagheggiano in patria (cfr. Leggere l’Africa 2– a cura di Giulia De Martino e Rosella Clavari, 2019).

Una scrittura appasionante, un racconto a più voci che non rinuncia al ritmo narrativo dei cantastorie africani.

A cura di Ludovica Piombino

Biblioteca africana Borghero