Inaugurata all’inizio degli anni ’50, la sede di Genova Quarto della Società delle Missioni Africane è stata la prima sede della provincia italiana dell’istituto missionario. Oggi è sede degli uffici amministrativi e punto di riferimento di tanti missionari.
A metà del ‘900 la SMA decise di cercare una sede per la Provincia Italiana che ne era ancora sprovvista. Fu padre M. Colleran, irlandese, ad essere incaricato della ricerca, dopo il suo periodo nella casa di Roma.
Altre città italiane avevano già importanti istituti missionari (a Milano c’era già il Pime, a Torino la Consolata, a Parma i Saveriani, a Verona i Comboniani, ecc.), così il cardinale Siri accolse favorevolmente l’introduzione della SMA a Genova, agevolando l’acquisto dell’attuale sede in via Borghero.
Costruita nel primo dopoguerra e inaugurata nel ’25, inizialmente la casa era molto limitata come capienza (c’erano sei uffici al primo piano con una tenda che limitava la zona notte e la zona giorno). Negli anni ’80 si è deciso di ampliarla. Prima che questa casa fosse abitata, i candidati italiani per la SMA sono stati mandati a Lione per gli studi fino al ’68, poi sono aumentati i candidati e quindi la loro presenza nella casa di Genova.
I futuri padri SMA andavano quindi a studiare al seminario di Genova e, da allora, questo ingrandimento della casa si è reso più che necessario, visto il numero crescente di presenze. Dal 1983 a 1986 si è perciò ingrandita con una seconda ala: attualmente ci sono 21 camere su tre piani.
In quegli anni si è organizzata meglio la parte della presenza di animazione missionaria sul territorio: Giornate Missionarie, fiere, vendite di oggetti africane, libri.
Allora erano appuntamenti molto seguiti e partecipati dai seminaristi che accompagnavano i padri nei paesi di villeggiatura. Successivamente, il numero dei seminaristi è diminuito e sono state valorizzate le attività della casa: ancora oggi c’è la sede del provinciale e l’economato provinciale che si occupa non solo della gestione della casa di Genova, ma anche della provincia.
Con il passare degli anni, è stato necessario mettere la casa in condizione di accogliere i padri anziani o di ritorno dalla missione. Alcune camere sono state perciò rese medicalizzate per poterli accogliere.
Quando c’è stata l’impossibilità di gestire da soli alcuni settori sono stati accolti i laici, associati o meno, che con contratti di collaborazione sostengono i diversi servizi della casa.
A Genova c’è stata per molti anni anche la presenza delle suore NSA. Si occupavano della cucina e della cura della cappellina. Si ritrovavano con i padri in Italia anche dopo la condivisione delle missioni in africa fino al 2015, quando si sono spostate a S. Maria di Castello, dove anche i padri SMA sono stati per 10 anni, e ora alla Basilica delle Vigne.
Nella casa SMA di Genova è da segnalare la presenza della Biblioteca Africana Borghero che si è inserita al piano interrato e ha creato una presenza importante nel settore delle biblioteche sul territorio e la sede della Fondazione SMA Solidale, fondamentale sostegno per i progetti sociali dei missionari.
Oggi la comunità di Genova conta la presenza tredici padri e due laici associati e si mantengono attivi gli uffici di economato, il servizio missioni e i media, oltre ai servizi di animazione missionaria condotti in sinergia con le sorelle NSA e il servizio presso il carcere di Marassi.
Negli ultimi due anni, infine, sono stati riattivati i percorsi didattici per le scuole in collaborazione con la Biblioteca Borghero, la coltivazione dell’orto, la cura degli ulivi e delle arnie.
P. Renzo Rapetti