Per superare le frontiere

Articolo tratto da SMA NOTIZIE n° 132

Metteteci un padre ed una suora innamorati della loro vocazione missionaria e di Dio, degli adolescenti che mettono in discussione tutto e cercano risposte, degli insegnanti che della sfida educativa fanno la loro missione, condite il tutto con un po’ di fantasia e di colore, beh … eccovi introdotti nel “Progetto Frontiere”, progetto di educazione alla mondialità di cui c’è tanto bisogno oggi, non solo tra i giovani!

In questi due ultimi anni scolastici ho avuto la fortuna di accompagnare p. Lorenzo e suor Giuliana nelle scuole dove ho lavorato. La prima esperienza è stata l’anno scorso, alla scuola secondaria di primo grado di Montemerlo, prima, e di Bastia, poi. Nata quasi per caso, da un “Che ne dici se…?” detto al mio collega di religione cattolica, questa iniziativa si è dimostrata davvero stimolante per gli alunni ed anche per gli insegnanti. I nostri missionari hanno incontrato i ragazzi di seconda e terza media: tutti, compresi quelli che non si avvalgono dell’insegnamento della religione cattolica. “Uno sguardo sull’Africa: tra pregiudizio e realtà”: questo il tema affrontato. In un primo momento i ragazzi hanno potuto avvicinarsi concretamente ad oggetti di alcuni paesi africani: oggetti d’uso comune, ma anche strumenti musicali e vestiti (indossandoli!). Poi si è passato ad un momento più strutturato di conoscenza del continente africano, guidando la riflessione su tre parole chiave: le frontiere (degli stati, del territorio, delle culture, come luoghi di passaggio e di incontro), le ferite del continente (tratta degli schiavi, colonialismo e neocolonialismo, conflitti in corso, sfruttamento delle risorse), la dignità, come valore fondamentale dei popoli e delle persone e motore del processo di emancipazione. Il tutto si è concluso con la visione di un video su Thomas Sankara, presidente del Burkina Faso, che ha sognato e costruito “la terra degli uomini liberi ed integri”, sino ad essere ucciso. In un contesto e in un tempo storico in cui si discute vivacemente sulla “invasione” dei profughi, educare i ragazzi a superare i pregiudizi e guidarli verso uno sguardo critico ed informato della realtà, compresa quella legata alla migrazione e alle relazioni del nostro paese con l’Africa, è apparso fondamentale, in una società che, sempre più complessa, è chiamata ad aprirsi al dialogo, al confronto reciproco e all’accoglienza.

Ma eccoci all’anno scolastico in corso. Precisamente alla Scuola “Media” di Battaglia Terme, il 14 novembre 2015: sì, esattamente il giorno dopo l’attacco terroristico a Parigi. Una bella sfida, se si pensa che il tema trattato nell’incontro con questi alunni è stato niente meno che “Il fattore R: la sfida del dialogo interreligioso”. Anche qui si è cominciato con una dinamica iniziale, che è molto piaciuta agli alunni, per poi proseguire con un momento più formativo. A tappe p. Lorenzo e suor Giuliana hanno guidato gli alunni a scoprire alcune esperienze concrete di dialogo interreligioso (in Rwanda, ad esempio) e la “regola d’oro” che sta alla radice del dialogo: una sorte di legge universale che, in forme diverse, si trova espressa nei libri sacri delle principali religioni e nei testi sapienziali di molte culture e che si potrebbe riassumere con “Fare agli altri quello che vorremmo fosse fatto a noi e a non fare agli altri quello che non vorremmo fosse fatto a noi”.

Quindici giorni dopo l’équipe d’animazione ha poi incontrato le due terze della scuola secondaria di primo grado di Galzignano ed è stato un successo! In questa occasione si è trattato un ulteriore tema: “Una casa per tutti: ecologia e mondialità”. Un tema ecologico, dunque, per prendere coscienza dei mali di cui soffre la terra e riflettere su come ciascuno di noi sia chiamato a compiere, nel suo piccolo, azioni quotidiane responsabili.

Una cosa, in particolare mi ha colpito, al di là delle singole tematiche: la curiosità dei ragazzi e la loro voglia di conoscere maggiormente quanto vissuto in Africa dai missionari.

Mi piace, infine, concludere citando quanto scritto da due ragazze di Battaglia dopo l’incontro di novembre: “Non abbandoniamo mai la speranza di un mondo di pace”. “Forse esiste un modo per non ricorrere alla guerra. Dipende da noi. Dipende da cosa scegliamo di essere”.

di Chiara Businaro – Bresseo PD

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2018-04-04T10:12:02+00:00 10 marzo 2016|Categories: Animazione Missionaria|